venerdì 25 marzo 2011

L'uomo domini sul bestiame... Dalla pastorizia alla zootecnia



L'uomo domini sul bestiame... Dalla pastorizia alla zootecnia

La pubblicazione analizza la storia dell'allevamento in Friuli Venezia Giulia abbracciando un arco temporale molto vasto, dall'Alto Medioevo alla fine del '900.

Ambiente, eventi storici e personaggi hanno determinato il passaggio da un allevamento primordiale ad uno razionale ed economico, e quindi, come dice il titolo, dalla pastorizia alla zootecnia.

Raccontare questo passaggio ha significato rivolgere uno sguardo a tutto tondo sulla realtà della nostra Regione, portando in superficie grandi e piccole storie.

Giornali d'epoca, fotografie, immagini iconografiche sono supporto fondamentale al racconto che è uno studio storico, scientifico ma anche un grande repertorio di fonti. Come diceva Marc Bloch un libro di storia deve far venire fame: fame di apprendere e sopratutto cercare, questo è lo spirito con cui è stato scritto questo libro.

Autore: Stefano Bovolenta; Francesco Del Zan; Sandro Menegon

2010; pagine 496; illustrato

LA POLENTA NELL'ITALIA DEI POLENTARI


Questo interessante libro intitolato 'LA POLENTA NELL'ITALIA DEI POLENTARI' puo' essere richiesto al Gruppo Manifestazioni di Villa d'Adige al prezzo di 20,00 euro.

giovedì 24 marzo 2011

'Garibaldi a tavola' di Clelia Gonella


'Garibaldi a tavola' di Clelia Gonella
Casa Editrice: Salomone Belforte & C. Editore
“La signora Clelia Gonella ha vissuto per lunghi anni con Clelia Garibaldi sia a Caprera, sia a Livorno nella Villa Francesca che detta signora possedeva ad Ardenza e che alla sua morte le ha lasciato in eredità. Durante la sua vita la signora Gonella ...ha avuto modo di sperimentare tutte le ricette di famiglia, sia quelle più antiche di Garibaldi, sia quelle che la figlia usava tutti i giorni. Ricette di Caprera, ricette della costa ligure da cui provenivano i genitori di Garibaldi, ricette nizzarde e ricette di amici che andavano a trovarli. Parlare proprio di ricette di cucina di Garibaldi sarebbe un po’ fuori luogo, come risulta dal libro “Mio Padre” di Clelia, perché a quei tempi usavano soltanto i prodotti dell’isola e del suo mare. Comunque i piatti preferiti da Garibaldi erano lo stoccafisso, la bouillabaisse, il minestrone alla genovese con il pesto e la pissaladiere, specialità nizzarda e quando raramente c’erano un po’ di soldi, un pezzo di carne magra arrostita sulla brace che Garibaldi chiamava “ciurasco” perché gli ricordava i tempi dell’America. Questa carne veniva messa sulla brace e quando era ben arrostita Garibaldi stesso la toglieva dal fuoco e con un coltellino molto tagliente levava la prima fetta arrostita, poi ributtava la carne sulla brace, tagliava la seconda e così via fino ad esaurimento del pezzo e forse della brace. La prima volta che sono andata a Villa Francesca per incarico dell’Accademia Italiana della Cucina, per intervistare la signora Gonella sono stata accolta con grande emozione dall’inno di Garibaldi cantato da Caruso. Incaricata ora di riunire le ricette e di ordinarle ho pensato che la cosa migliore fosse riunirle a gruppi. Mi è sembrato anche interessante riportare alcune pagine sparse prese dal libro “Mio Padre” di Clelia Garibaldi e così con l’autorizzazione di Clelia Gonella ho fatto.”

domenica 20 marzo 2011

A tavola con le religioni di Salani Massimo


Quando culture diverse sono costrette a convivere, anche la cucina può diventare occasione di scontro. Norme ben specifiche e rigorose regolano infatti le abitudini alimentari di molti credenti delle varie religioni del mondo. Ma la tavola è anche tradizionale luogo di scambi conviviali e può quindi favorire un avvicinamento tra i diversi, divenire occasione di incontro e confronto tra culture pur distanti. Nell'intento di portare un contributo al dialogo interculturale, l'autore propone un approfondimento della conoscenza dei cibi e delle abitudini alimentari delle religioni dell'Oriente (induismo, buddhismo, jainismo), dell'islam, dell'ebraismo e del cristianesimo. Per ogni religione esaminata l'autore parte da una presentazione generale, per poi passare ad illustrare le norme alimentari (divieti alimentari, obblighi di digiuno, ecc.), gli aspetti teologici ad esse legati e le questioni ancora aperte (vegetarianesimo, diete, problemi alimentari in contesti stranieri). Chiudono ogni sezione una decina di ricette di facile preparazione, con ingredienti di agile reperibilità, che possono consentire a chiunque di cimentare "sul campo" le proprie capacità di "dialogo gastronomico".

Il testo, serio e documentato, rigoroso nei rimandi ai testi sacri di riferimento, arricchito da una bibliografia sul tema, ma nel contempo di piacevole lettura, viene ora riproposto in brossura, dopo il successo dell'edizione cartonata.

venerdì 18 marzo 2011

Archeologia Arborea, diario di due cercatori di piante.


Il libro alla sua terza edizione, che racconta una delle più strordinarie esperienze italiane di recupero di antichi alberi da frutto, è stato un caso letterario a cui hanno riservato spazio ed encomi, giornali, riviste, radio e tv. A dieci anni dalla prima edizione e a trenta dalla nascita di Archeologia Arborea, la storia di Livio e Isabella dei loro frutti dimenticati è diventata un cult per i media, ma è prima di tutto una brillante esperienza di recupero della memoria a salvaguardia del gusto e della biodiversità. Questo libro, oltre a raccontare le 'magnifiche' avventure alla ricerca degli allberi e gli incontri fatti in questi anni, descrive caratteristiche, storie proprietà e ricette di molte delle varietà ritrovate e coltivate nel frutteto di Archeologia ARborea.

ARCHEOLOGIA ARBOREA Diario di due cercatori di piante Alieno ed. 2006 - € 14,00

lunedì 14 marzo 2011

Cultura della tavola di Libero Olgiati


Riedizione riveduta e ampliata del libro originale del 1985, con note-ricordi del figlio Giancarlo, testi aggiuntivi di Grimod sull’evoluzione della cucina tra il 1950 e il 1985, un ritratto di Xenia Olgiati grande cuoca, e due interviste ai grandi cuisiniers attuali Frédy Girardet e Gualtiero Marchesi. Nella prima parte, tutta l’arte di ricevere a casa: a tavola con l’ospite, della tavola, della cucina, dei vini, della lista delle vivande, dei formaggi, del caffè e altre bevande, curiosità gastronomiche, il buongustaio. La seconda contiene una raccolta di menu e ricette per 4 stagioni eseguite e servite in occasione di cene importanti tra amici. Dice Girardet: traspare la passione resa con il gusto del bello e della generosità, la più preziosa apertura per l’amicizia, assai meritevole anche nella parte cucina. È un’opera scritta da una persona comune per le persone comuni, quindi un libro che non è per professionisti. Dice Marchesi: un libro unico, avvincente, che appaga il desiderio di accrescere e approfondire cultura e civiltà della tavola. Le ricette realizzate costituiscono eccellenti motivazioni per chi ami cucinare e ricevere a casa propria.

A tavola oggi in Ticino


Libro particolare per la sua impostazione: un solo volume contiene due libri. Da un lato abbiamo "Grimod cucina" dove sono raccolte alcune ricette dei migliori cuochi ticinesi, sul lato opposto troviamo "Grimod scrive" dove vi sono degli interessanti scritti legati alla gastronomia ed ai ristoranti ticinesi.

domenica 13 marzo 2011

Le tradizioni gastronomiche della Provincia di Isernia


Il volto delle culture ha i tratti dell’identità alimentare. Quella che si definisce nei secoli attraverso certi prodotti, e modi di conservare, cucinare, impastare, stagionare. Quella che si perde per ultima, tra gli elementi culturali esposti all’assimilazione. Come prova l’esperienza degli emigranti e dei loro discendenti, che magari non parlano più la lingua dei paesi da cui sono partiti, ma quando celebrano la loro identità originaria in un qualche rito festivo apparecchiano i cibi di casa, capaci di saziare la loro memoria.

E’ in questo scenario che si colloca la ricerca stimolante e minuziosa compiuta dagli alunni delle scuole elementari e medie della provincia di Isernia, trasferendo, dalla tavola domestica ai banchi nelle aule, una quantità di informazioni, di colloqui con gli anziani, di indirizzi di studio forniti dai docenti. Alla loro terra questi alunni hanno fatto il regalo più grande, quello di consegnare le loro fatiche a un libro. Dove si racconta di zuppe e di minestre, di polente di verdura, del mirabile olio di Venafro, di fave e di antiche carestie, di greggi, di formaggi, ma anche di straordinari reperti.

Tutto raccolto in questo documento, che è un piccolo monumento memoriale. Una testimonianza d’affetto e una dichiarazione di appartenenza.

'La cucina tradizionale di Isernia e provincia - La cucina tradizionale di Isernia e provincia' a cura di Franco Cercone

La cucina dei Tabarchini – storie di cibo mediterraneo tra Genova, l’Africa e la Sardegna


Nella prima metà del ’500 i corallatori genovesi-pegliesi, insediati sullo scoglio tunisino di Tabarca, si confrontano con un’altra cultura mediterranea: nasceranno sperimentazioni e influenze interculturali che contribuiranno ad alimentare un patrimonio gastronomico tanto rilevante quanto singolare. A Carloforte e Calasetta la cucina tabarchina trova ulteriore evoluzione e sviluppo. Il patrimonio gastronomico tabarchino diventa uno straordinario esempio di coerente fusione di culture intermediterranee.
Il libro segue il filo conduttore del continuo parallelismo con la cultura madre genovese, che accompagna i tabarchini nel corso di tutta la loro vicenda storica.
Il volume è dotato di una sezione dedicata alle ricette della tradizione tabarchina.

La dieta mediterranea


il convegno sulla Dieta Mediterranea, organizzato dal Ministero delle Politiche Agricole, che si è aperto il 24 febbraio a Pollica alla presenza del Ministro Giancarlo Galan con l’intitolazione del Centro Studi per la dieta mediterranea ad Angelo Vassallo e con la consegna di una targa ai suoi familiari e di un’altra al Presidente Amilcare Troiano per l’impegno profuso a sostegno del riconoscimento della Dieta Mediterranea come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, proseguito poi a Palinuro con la partecipazione di eminenti personalità e rappresentanti istituzionali e del mondo accademico, si è concluso il giorno successivo con un evento di portata internazionale.
Delegati del Cilento, della Grecia, del Marocco e della Spagna e la task force del gruppo di lavoro UNESCO del Ministero delle Politiche Agricole si sono riuniti a Pollica per programmare le future azioni per la valorizzazione della Dieta Mediterranea.
Le quattro comunità simbolo della dieta mediterranea Soria (Spagna), Koron (Grecia), Chefchoauen (Marocco) e Cilento (Italia) guidate dal coordinatore del gruppo di lavoro UNESCO del Ministero delle Politiche Agricole, prof. Pier Luigi Petrillo, dopo una breve introduzione sulla Convenzione UNESCO sul Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità del professor Tullio Scovazzi dell’Università Bicocca di Milano, hanno ribadito, tra l’altro, la necessità di creare una rete tra le comunità per assicurare continuità al lavoro svolto finora.

'Cilento: i nonni a tavola'


'Cilento: i nonni a tavola' edito dalle Edizioni del Centro di Promozione Culturale per il Cilento. Un grazioso e semplice volumetto (48 pagine), scritto da Catello Nastro, che probabilmente non sarà molto bello dal punto di vista grafico, ma molto interessante sotto quello del contenuto. Sfogliando e leggendo il libro, in molti episodi ho fatto un salto nel passato ed in molti momenti ho rivisto delle scene d'altri tempi (40-50 anni fa) descritte con molta meticolosità, passione e competenza. Tra i vari paragrafi, per farvi capire con più chiarezza il contenuto del libro, si parla di antichi utensili di cucina, verdure, del puorco e delle sue lavorazioni, del pranzo di Natale e di Pasqua, dei vini, delle varie specialità gastronomiche di ieri e di oggi, della bufala, del fico, della mela annurca e della dieta mediterranea.
Un libro da leggere....

L'Italia a Tavola - catalogo della mostra


La Mostra promossa dalla biblioteca Vallicelliana di Roma propone un percorso sui cambiamenti e le innovazioni delle abitudini nella gastronomia familiare. Nelle fotografie, provenienti dal fondo fotografico della biblioteca, si possono osservare i mutamenti della stessa tavola: il modo di apparecchiare, la forma della bottiglie, l'ornamento floreale nonchè lo stesso abbigliamento dei commensali che diventa sempre più disinvolto. Da notare, inoltre, l'arrivo sulle tavole delle bibite gassate più popolari e la presenza di illustri personaggi storici, come sua Santità Paolo VI, Benedetto Croce, Benito Mussolini, Alcide De Gaspari, Giovanni Leone, Winston Churchill e altri che appaiono in occasione di banchetti ufficiali. Sono inoltre presenti, nelle varie fotografie, eleganti signore e signori, borghesi con abiti alla moda e anche popolani più schietti. L'Italia, con questo viaggio attraverso le fotografie vallicelliane, è testimoniata nei suoi modi dell'apparire gastronomico e in un aspetto apparentemente minore della storia nazionale.

sabato 12 marzo 2011

Risotto: storia di un piatto italiano - Alberto Salarelli


Chi ha inventato il risotto alla milanese? La domanda posta, quasi quarant'anni fa da Gianni Brera era e rimane a tutt'oggi senza risposta. Eppure, il fatto di non riuscire a ricondurre l'origine del piatto a una precisa responsabilità individuale non deve suonare come una ricerca fallita. Tutt'altro, perché il risotto per come lo conosciamo oggi, è il risultato di secoli di storia...

Un risotto realizzato con ingredienti semplici o ricchi è comunque una bontà. La sua preparazione è abbastanza impegnativa ma riesce a stuzzicare quasi ogni palato. Nonostante sudore ed energia depauperati durante la cottura, offre non poche soddisfazioni a chi lo realizza. Come procedere per un'esecuzione che lo renda sublime? Portare a cottura un risotto è come comporre un'articolata sinfonia, perché, alla fine, tutti gli ingredienti dovranno essere in armonia fra loro. Tradotto, significa che il segreto è racchiuso nell'amore e nell’impegno rivolti al piatto.
Il libro (Ed. Sometti – Mantova) è un itinerario descrittivo sul risotto e le sue infinite declinazioni. Ricetta che con disinvoltura assaggiamo un po' ovunque e risultato di tanti lustri di storia e ricerca culinaria. Senza dubbio una pietanza che seduce come poche altre, e desiderato da golosi di ogni età. Altro aspetto fondamentale è la varietà degli ingredienti con cui è realizzato, poiché davvero tanti. Dai molluschi più esotici sino ai funghi di stagione. Inoltre è una preparazione ben integrata con le stagione del momento. D'inverno può gratificare un risotto con le patate, mentre d’estate intriga di più quello con il pomodoro fresco. Ma gli “abiti” con cui vestire il risotto non mancano mai. Legumi, ortaggi, spezie, frattaglie ed erbe aromatiche. In questo surclassa anche sua maestà la pasta! La vision di questo libro è a dir poco ambiziosa, ma stimolante. Narrare l'origine e l'evoluzione di questa portata evidenziando come attraverso un piatto di riso si possa sbirciare e conoscere un pezzo d'Italia. Testo chiaro, lettura scorrevole, grafica curata.
Un libro da possedere e gustare fino all’ultima pagina. Come una portata fumante di risotto...

Risotto: storia di un piatto italiano
Alberto Salarelli
Pagine: 200
Formato: 17x24
Ed. Sometti (Mantova)

Alla ricerca del Riso perduto


Luigi Vitaloni ci accompagna in questo viaggio a ritroso nelle regioni d\'Italia in cui si coltivava il riso. Il cereale più coltivato al mondo.



Questa storia nasce nel comune di Vistarino in frazione Vivente, un piccolo borgo medievale con al centro la piccola seicentesca casetta intitolata a San Marino. La varietà di riso nella copertina del libro qui a fianco ha una grande e unica particolarità: la pigmentazione fogliare di colore violetto, ottenuta incrociando alcune varietà di riso coltivate in Italia da Luigi Vitalone.

Luigi Vitalone mi ha cercata diversi mesi fa. Voleva notizie storiche sulle coltivazioni del riso nella Marche. Gli ho dato tutto quello che avevo, le ricerche che avevo fatto nell\'Archivio Storico di Macerata.

Il suo libro ci accompagna in un viaggio attraverso tante Regioni d\'Italia dove si coltivava il riso e dove ora non si coltiva più. Una coltura molto amata e allo stesso tempo odiata perchè accusata di essere la causa di tante malattie fra cui la mortale malaria.

Ma, come scrive Luigi Vitalone, il riso è anche il cereale più coltivato e conosciuto al mondo. Il cereale che ha sfamato e che sfama intere popolazioni. Il cereale che si presta a tutte le possibili varianti gastronomiche dagli antipasti ai dolci.

Cercate in libreria Alla ricerca del riso perduto. Oltre alla curiosità di scoprire che anche in Calabria c\'erano fertili coltivazioni di riso farete un salto nel passato, che poi è così recente, nell\'Italia agricola e lavoratrice divisa nei tanti campanili che la rappresentano.

Alla ricerca del riso perduto di Luigi Vitalone

Linea Grafica sas, Cura Carpignano PV
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martedì 8 marzo 2011

Una fetta di torta di riso dolce

Una fetta di torta di riso dolce. E’ questo l’argomento di un piccolo libro uscito nella collana QB di Milanna Edizioni. E’ il sesto e porta la firma della giornalista pubblicista (e curiosa di cucina locale) Gabriella Molli.



Perchè ha scelto proprio la torta di riso dolce lo si legge già nel sottotitolo: viaggio nelle ricette della terra di luna e dintorni. Infatti, dopo aver esplorato la torta di riso dolce di sua madre (una povera torta di guerra aullese) Molli si muove da Lerici (dove vive ormai da cinquant’anni) e passa per Pitelli, Arcola, Vezzano, Ameglia, salendo a Castelnuovo Magra e Ortonovo, per scendere poi a Carrara e Massa.



Un percorso segnato da riti di festeggiamenti mariani o di patroni, ma andando verso la Toscana con un uso sempre più abbondante di uova. Comune è la presenza di anice (o anisette) oppure di quei piccoli liquori di casa (alchermes, sassolino, strega) che riescono a rendere più armonico il gusto. Ricette di casa, sempre diverse, non omologate (e come sarebbe possibile?) vedono anche una dose diversa di riso nella preparazione.



Che, verso Carrara-Massa, assume l’aspetto di una copertura budinosa sopra uno strato minimo. Come sia arrivata l’usanza in terre dove non si coltiva il riso è un mistero. Ma, si sa, secondo la tradizione popolare il riso porta bene, porta fecondità e abbondanza (lo confermano i riti per gli sposi) e poi tutto quel bianco ispira un senso di purezza. Molli tenta alcune nuove interpretazioni del senso storico della presenza della torta di riso dolce nel nostro territorio. Osservando altre manipolazioni si scopre infatti che nelle regioni vicine si nota l’aggiunta di pinoli, uvetta, pezzettini di cioccolato. Vedi Emilia.Romagna con Parma-Modena-Reggio-Bologna e la stessa Toscana con la torta dei bechi viareggina e quella dei bischeri pisana. Quindi il suo tentativo è di dimostrare quanto sia davvero originale la nostra torta di riso dolce, così poco frequentata dai ristoranti del territorio che preferiscono il tiramisù e dintorni.


Il piccolo libro (poco più di ottanta pagine) si sofferma anche sulle torte di riso salate e soprattutto sulla “torta scema” sarzanese, che è un piccolo contenitore di storie d’accoglienza di altri tempi. Scema, ovviamente, perchè povera di sale, ma piccolo capolavoro di gusto, da promuovere come torta del benessere presso i giovani.



Il libro si può trovare nelle edicole di Lerici.

Il cibo nella tradizione Cremonese


Le pagine dedicate da Ambrogio Saronni alla gastronomia cremonese sono tali, per la loro precisione, da indurre ad una sconcertante riflessione: come sia relativamente facile scriver bene per un salumiere, mentre un professore non riuscirebbe a fare cotechini decenti.

La difesa delle tradizioni alimentari cremonesi che anima le pagine di Ambrogio come quelle di Carla Bertinelli Spotti, qui pure presentate, obbliga il sociologo ad una precisazione: difendere la tradizione non significa negare l'innovazione, perché la tradizione è proprio fatta di innovazioni graduali che, innestandosi sul tronco della realtà, consentono alla pianta la più splendida fioritura.

Guida ragionata alla natura, alle idee, ai saperi e ai sapori dei parchi nazionali italiani


"Guida ragionata alla natura, alle idee, ai saperi e ai sapori dei parchi nazionali italiani". Sono ormai molte le guide dei nostri parchi. È una conferma che i parchi italiani sono davvero un fenomeno rilevante, è un segno che la natura interessa. Ma si riuscirà a produrre un'opera accattivante e al contempo utile per il lettore?
L'ansia della risposta a queste domande dura molto poco. Il tempo di scorrere un apparato iconografico degno di un volume di fotografia; i pochi minuti necessari a cogliere il senso di un impianto che sembra austero e invece è aperto e scorrevole; qualche minuto in più per comprendere che nella guida c'è tutto ciò che ci aspettavamo: c'è la complessità dei parchi raccontata con la dovuta semplicità.
Missione compiuta, si potrebbe ora dire: questo volume è insieme rigoroso e stimolante, documentato e attraente, serio e bello. In esso c'è tutto ciò che ci aspettiamo di trovare, accanto a ciò che siamo sorpresi di trovare.

lunedì 7 marzo 2011

Sangue di rose: 3 noir e 13 ricette a base di fiori


"Appena fu in cucina si mise ai fornelli. In un vaso di cristallo troneggiava una splendida rosa rossa. Le tolse i petali e li lavò sotto l’acqua corrente. Poi preparò quella ricetta che ormai sapeva a memoria. Nell’aria si spanse un aroma inebriante. " Nel libro di Andrea Gamannossi cibo, morte e fiori si intrecciano per regalarci emozionanti thriller.

Non c’è rosa senza spine, si dice. Del resto i fiori, generalmente simbolo di amore e tenerezza, sono spesso associati anche alla morte (basti pensare alle corone nei funerali). Ed è proprio dal binomio “amore e morte” che lo scrittore di noir Andrea Gamannossi è partito per costruire un libro unico nel suo genere: Sangue di rose, edito da Mauro Pagliai nell’originale collana “I non ricettari”, contiene tre agghiaccianti racconti thriller e 13 ricette a base di fiori e un’appendice botanica, in un connubio capace, a seconda dei casi, di stuzzicare il palato o togliere il respiro.
In Sette rose rosse, un misterioso trentenne con occhi verdi e un viso d’angelo sceglie i fiori più belli per la sua Miriam. A lei è legato da un amore speciale, qualcosa di radicale, e forse di molto pericoloso... Un po’ come lo strano attaccamento che il protagonista di I fiori di Alice prova per la sua nuova pianta: quando essa sta per morire, l’unico modo per salvarla sarà un atto di amore estremo quanto spaventoso. Anche il killer de I delitti dei fiori percorre il labile confine tra attaccamento e follia: sulle sue tracce, il capitano Amelia dovrà interpretare le scene di alcuni omicidi molto particolari.
Dopo averci spaventato, però, Gamannossi ci trasporta in un contesto ben più gradevole: quello della buona tavola e delle tredici ricette a tema adattissime a una cena romantica o per incuriosire gli amici. Dal carpaccio alle orchidee ai fagottini alle primule, passando per il risotto fragole e rose, piatti facili da preparare ma non per questo banali. E non provarli sarebbe... un delitto

domenica 6 marzo 2011

Agricoltura campana: gusto e cultura: le Specialità Tradizionale Garantita (S.T.G.)

Vi allego il link per guardare un viseo promozionale della Regione Campania dedicato all'agricoltura campana e alle sue specialità gastronomiche.
Buona visione.

http://www.youtube.com/watch?v=jRMp6wKTv-M&feature=player_embedded

venerdì 4 marzo 2011

"La cucina a impatto (quasi) zero"


Lisa Casali, romagnola di Forlì, poco più che trentenne, “si occupa di tematiche ambientali da più di 10 anni, dapprima per motivi di studio e poi per lavoro” come ricorda nel risvolto di copertina del libro che ha curato con Tommaso Fara, un quarantenne milanese. Sono loro gli autori di "La cucina a impatto (quasi) zero", sottotitolo “Scarti, avanzi e gustose ricette” per l’editore Gribaudo.
Ho conosciuto la Casali attraverso il suo blog, Ecocucina, che è un po’ la finestra su un mondo goloso ma anche risparmioso e rispettoso dell’ambiente partendo dagli avanzi. Con una nota allegra e acquolinosa che un tema eterno come la cucina degli avanzi difficilmente offre. C’è quasi sempre un alone di tristezza perché di solito i destinatari di questi consigli sono persone in difficoltà economiche e si vorrebbe far credere loro che si può confezionare una cena coi fiocchi rovistando nella rumenta.
Provoco, ovvio, però è vero che questo volume è allegro perché parte da una scelta che è anche golosa e nel contempo sociale: “Il nostro è un libro di consigli e ricette per ridurre il proprio impatto ambientale ai fornelli. La cosa particolare delle mie ricette è che gli ingredienti principali sono parti di scarto, ovvero tutto quello che gli altri libri dicono di buttare via come foglie esterne di carciofo, gambi di asparagi, baccelli di piselli, bucce di mela, ecc. Come effetti collaterali, questo libro fa risparmiare e fa bene alla salute perché le parti di scarto hanno un elevato contenuto nutritivo sia come vitamine che fibre in alcuni casi addirittura superiore alla parte nobile (ad esempio nella mela dove è la buccia la vera parte nobile)”.

giovedì 3 marzo 2011

"Francesca e Nunziata"


Maria Orsini Natale ci ha lasciato. L’Accademica onoraria
della Delegazione di Napoli-Capri era nata nel
1929 e viveva a Torre Annunziata. Madre dedicata alla
famiglia, aveva conosciuto un esordio letterario tardivo,
a 69 anni, con “Francesca e Nunziata”, un romanzo
rivelazione che ha avuto nove edizioni, oltre 40.000 copie
vendute in Italia (all’estero è stato tradotto in Germania
e Austria) ed è stato anche adottato nelle scuole.
Saga di una famiglia di pastai amalfitani, è storia di costume
e romanzo d’autore insieme. Uscito nel 1995, vide
il suo successo confermato dall’omonimo film diretto
da Lina Wertmüller (con Sophia Loren, Claudia Gerini e
Raoul Bova), per il quale l’autrice collaborò alla sceneggiatura.
Ricco di notazioni gastronomiche, il romanzo rappresenta
anche una guida ideale alla cucina della tradizione della Campania: “Per
certe particolari pietanze - ha affermato l’autrice in un’intervista - a volte seguo
una tradizione senza tirrannia che mi lasci libera di essere infedele e creativa e
mi permetta di ravvivare un piatto del passato, lasciando a segnare la dignità di
quella innovazione proprio il senso di continuità con le generazioni che ci hanno
preceduto”. Dal 1998 al 2002, per l’editore Avagliano, Maria Orsini ha poi pubblicato
“Il terrazzo della villa rosa”, la raccolta di poesie “Canto a tre voci”, i racconti
“La bambina dietro la porta” e “Cieli di Carta”.