lunedì 25 aprile 2011

IL GUSTO DELLE DONNE


In un volume edito dal Comitato imprenditoria femminile della Camera di commercio di Torino, piccoli segreti da replicare in cucina… o da assaggiare comodamente seduti al tavolo di uno dei numerosi ristoranti “in rosa” della provincia torinese.


Chi lo dice che i migliori chef sono uomini? E che i ristoranti più graditi sono quelli a titolarità maschile? Quali sono le migliori prelibatezze “in rosa” prodotte e offerte sul territorio torinese?


Risponde a queste domande il volume Il gusto delle donne, un testo di ricette tutte al femminile, frutto della sapienza e della fantasia delle migliori chef e imprenditrici di Torino e provincia. Il libro è la seconda pubblicazione della collana I quaderni per l’imprenditoria edita dal Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile della Camera di commercio di Torino.


Il gusto delle donne racconta la storia di 13 imprese della provincia di Torino attraverso l’illustrazione delle loro ricette più caratteristiche, preparate con la passione e la fantasia tipiche dell’universo femminile. L’idea di realizzare il volume nasce dalla volontà di promuovere e far conoscere le imprenditrici torinesi impegnate nel settore enogastronomico, con particolare attenzione alla somministrazione.


Le associazioni presenti nel Comitato per la promozione dell’imprenditoria femminile si sono quindi impegnate nella ricerca e nell’individuazione di una rappresentanza di ristoranti, gastronomie ed agriturismi a titolarità prevalentemente femminile. Accanto alle ristoratrici e gastronome abbiamo voluto dare risalto anche a due realtà che non sono impegnate nella somministrazione, ma le cui storie meritano di essere raccontate poiché esempi di solidarietà e attenzione al sociale.

"Come uno di casa. Il suino nelle Marche" di Riccardo Ceccarelli


L'allevamento del suino ha avuto nei secoli un ruolo fondamentale per l'economia familiare delle nostre popolazioni, alimentando tradizioni e consuetudini che hanno formato un significativo tessuto culturale legato non solo alla gastronomia.

Il volume ripercorrendo, in sintesi, le tappe più importanti di questo millennio percorso, si sofferma sulla "presenza" del suino nelle Marche individuandone sia nella legislazione come nella lavorazione delle carni le caratteristiche peculiari.

La ricerca si propone di costituire una piccola tessera nella composizione del "mosaico culturale" della nostra terra, stimolando altri contributi conoscitivi per dare ragione e motivazioni alla verità delle nostre radici.

referenze:
"Come uno di casa. Il suino nelle Marche" di Riccardo Ceccarelli,
edito dall'Assessorato all'Agricltura della Provincia di Ancona

domenica 24 aprile 2011

“Il Nobile di Sardegna Cannonau”


“Il Nobile di Sardegna Cannonau” è il titolo del quarto libro di Franco Moggia. Il nuovo lavoro del professore-scrittore (Moggia è insegnante negli Istituti Alberghieri di Sassari ed Arzachena) in origine doveva essere una dispensa scolastica. Ma un anno di studi, ricerche, visite alle cantine, contatti con enologi e sommelier, hanno trasformato la dispensa in libro. Sabato 15 dicembre alle ore 18.00, nella sala convegni dell’Expò, Mirko Varchetta, coordinatore dell’associazione culturale Didaskalos, presenterà “Il Nobile di Sardegna Cannonau”. All’incontro, patrocinato dal Comune di Olbia, parteciperanno anche Vittorio Savoia dell’AIS di Roma e la sommelier Attilia Medda (già insegnante di Filosofia e Storia al liceo classico “Antonio Gramsci” di Olbia) vincitrice del primo premio nazionale alle prestigiose Viniadi di Siena.

Saranno presenti (ed offriranno una degustazione dei loro vini) i responsabili delle cantine citate da Franco Moggia nel suo itinerario enologico. Questo è dedicato a chi vuole gustare i piaceri della buona tavola, agli addetti ai lavori e agli studenti degli istituti alberghieri, turistici, agrari e delle università del turismo. Gli alunni devono saper riconoscere non solo il vino degustato e studiato, ma il piatto appropriato da abbinare. Particolarmente utili, quindi, le schede d’analisi che l’autore allega al libro. Nel corso di una conferenza stampa, tenuta nel Bar Enoteca Cosimino del sommelier Giovanni Secchi, Franco Moggia ha anticipato il contenuto del suo libro. Partendo dalla considerazione che la Sardegna è ormai fra le mete preferite del turismo enogastronomico, lo scrittore non trascura la parte storiografica ed interculturale, arricchendo la sua opera con interessanti curiosità ed una serie di informazioni utili.

Tratta poi il disciplinare che protegge i vini Cannonau presenti nell’isola, seleziona le cantine più rappresentative, individua i vitigni che formano i vini più conosciuti non solo in Sardegna ma in tutto il mondo ed elenca le certificazioni di qualità e le procedure di riconoscimento del vino. “Quello isolano- ha sottolineato Moggia- negli ultimi anni ha registrato una crescita notevole, scala le classifiche delle etichette di qualità, conta sempre più affezionati ed è protagonista di tavole raffinate e accostamenti fantasiosi. Soprattutto il Cannonau, forte della sua tradizione, rivisitata alla luce delle moderne tecniche di vinificazione, è uscito dall’anonimato per divenire un complemento prezioso, un momento di inebriante degustazione per i cosiddetti “enoappassionati”, bevitori di ultima generazione, attenti e consapevoli. Le nuove etichette isolane si distinguono per la personalità forte, qualità che piace ai consumatori competenti perché indice di una connotazione geografica, di una tradizione. Il vino può assumere nello sviluppo economico dell’isola un’importanza strategica”.

Zucca Cookbook di Tiziana Colombo


“Questo libro è dedicato a tutti coloro che amano "pasticciare" in cucina... questo libro è per chi vede la zucca come una magia della natura”. Tiziana Colombo fa vivere in questa sua creazione tutto l’entusiasmo e la passione che ha per la zucca, la festa di Halloween e l’arte culinaria; il tutto inserito in un contesto grafico particolare da lei realizzato grazie alla sua professione di graphic design. Daniele Ciocci, chef a Modena e Bologna, ha contribuito al progetto, mettendo a punto le ricette e le fantasie culinarie dell’amica. Cosa lega tra loro la più americana delle feste, Halloween, la più italiana delle tradizioni, la cucina, e il più versatile frutto della natura, la zucca? È possibile sposare una festa che ormai è divenuta comune e diffusa in tutto il mondo con i piatti di una delle cucine più apprezzate a ogni latitudine, usando la semplice ed economicissima zucca per realizzare questo pazzo progetto? La risposta è Sì o Yes, a seconda della parte dell’Atlantico da cui la si pronuncia. E questo libro è la spiegazione di come una zucca, una festa e tanta fantasia possano essere un gioco divertente e universale. Un ricettario artistico e celebrativo della Zucca e di Halloween, di Tiziana Colombo con la collaborazione di Daniele Ciocci. A colori, corredato da splendide foto e suggestive illustrazioni.

"Viaggio nel gusto della storia" edito da La Bancarella editrice


“Ricetta” deriva dalla parola latina recepta, participio passato di recipere, ricevere, accogliere, preferibilmente prendere, intesa come azione primaria, suggerita al lettore dai testi medioevali di più ampia natura, al fine di intraprendere e portare a compimento un determinato progetto. Nel corso del tempo, il termine ha trovato una pressoché esclusiva corrispondenza con il ristretto ambito culinario, delineando il documento contenente la procedura per la realizzazione di un piatto, comprensivo della lista di ingredienti necessari a tal fine, corredato da ulteriori indicazioni, quali le dosi, i tempi, le modalità.
La cucina si è gradualmente estesa all’intervento indifferente di ogni singolo individuo, dotato, attraverso precise e oggettive spiegazioni, delle capacità necessarie, richieste nell’esecuzione di una certa pietanza. La situazione attuale vede la dilagante abitudine verso la presunzione di considerarsi cuochi provetti, vantando, oltre a un’intensa esperienza sul campo, una fornitissima riserva di ricette, racchiuse in scrigni di infinito sapere, reperibili in una qualsiasi edicola di quartiere.
Abbandonando il fastidioso sarcasmo, inaccettabile se proposto da chi, come me, fatica a scongelare i cibi pronti, figurarsi anche solo concepire l’idea di preparare qualsiasi altro piatto, sarà interessante soffermarsi un attimo sull’evidente e innegabile trasformazione dell’arte culinaria, sempre più oggetto conosciuto e comprensibile, e inevitabilmente materia privata dell’originaria limitata competenza. Al pari di qualsiasi attività che da patrimonio di pochi, diventa proprietà di molti, la cucina perde la compiaciuta dote dell’essere destinata a un’élite. Lungi da me attribuire a questo cambiamento una nota negativa, ma sensibile l’intento di riconoscerne comunque pericolosi aspetti. La pratica culinaria, intrapresa da un sempre maggiore numero di persone, può incorrere nella pessima tendenza a banalizzare i risultati, attraverso l’adeguamento passivo e comune della mera esecuzione materiale, scevra del benché minimo intervento personale. Questo latente guaio può essere facilmente evitabile nel caso in cui la considerazione ordinaria e semplicistica, che abbiamo della cucina, cambi decisamente rotta, riappropriandosi delle qualità di cura, passione e follia, insite nella natura stessa del sapere gastronomico.
Remo Bagnasco scrive una sorta di vivissimo romanzo, alimentato dalla duplice volontà di avvicinare l’arte culinaria al lettore, senza allontanarsi dall’idea di essere inseriti in un gioco privo di frettolosa superficialità, e lo fa studiando la storia dell’alimentazione medievale. Scelta apparentemente polemica, contro coloro che intravedono nell’età intermedia solo arretratezza e oscurità, si scopre una felice rivelazione, caratterizzata da un periodo affatto statico, al contrario, denso di intelligente creatività.
Viaggio nel gusto della storia propone un attraente invito, storico e gastronomico, verso un periodo, colpevolmente sottovalutato, che presenta più di un contatto con la realtà di oggi. La disposizione eterogenea degli argomenti non confonde il concetto principale espresso nel testo, ovvero la netta convinzione di dover intraprendere l’attività culinaria come un’esperienza di profonda intimità, ispirata da ricettari antichi (ma di respiro così moderno!), plasmabili e adeguabili alle moderne esigenze e ai personali desideri; anzi, la scelta di rappresentare l’arte gastronomica all’interno di un affresco non limitante e incentrato unicamente all’ambito culinario, con notizie e racconti che vanno dalla realtà locale di Piombino alle caratteristiche più generali del Medioevo, risulta un interessante ed esaustivo incontro tra età così distanti eppure tanto simili.
Bagnasco firma un accurato volume, l’appassionata ma lucida testimonianza da parte di chi, incline al corretto apprendimento, ne ha fatto tesoro, riuscendo a far convivere passato e presente, insegnamento e creatività, trasmissione e individuale acquisizione, nella speranza di addurre il lettore al fervido mondo della cucina, troppo spesso spogliato della propria entità artistica e culturale.
Informazioni utili, licenze romanzesche, rigore storico, note indispensabili, si alternano e uniscono, in un continuo percorso di partecipe narrazione, impreziosita da concrete tracce gastronomiche, attraverso le invitanti ricette offerte tra le pagine.
Ammettere di restare sedotti da questo palcoscenico di sapori e colori e gusti pare una dichiarazione persino inutile e ovvia…e, se anche non sarò in grado di realizzare le deliziose polpette di carne de vitello o de altra bona carne, senz’altro mi applicherò nel trovare qualche anima benevolente disposta a regalarmi un tale piacere.

Francesca Lenzi

sabato 23 aprile 2011

STORIA DELLA VITE E DEL VINO IN ABRUZZO

Il volume ricostruisce la storia della viticoltura e della produzione del vino in Abruzzo dalle testimonianze romane alla diffusione del Montepulciano.

Prospetto dell'opera:
1. Il vino nel mondo italico e romano.
2. Documenti sulla viticoltura in Abruzzo in periodo medievale.
3. Documenti inediti sulla viticoltura dei "Tre Abruzzi" (secc.XVII-XVIII).




STORIA DELLA VITE E DEL VINO IN ABRUZZO
ISBN: 978-88-95078-90-8
di Cercone Franco

Piante e tradizione popolare ad Acquapendente (P. M. Guarrera, G. Forti, S. Marignoli, G. Gelsomini)



In questo volume si riportano una serie di informazioni sulle più comuni usanze relative alle piante nella zona di Acquapendente, apprese da una ricerca svolta sotto forma di interviste effettuate agli anziani residenti stabilmente nel territorio da lungo tempo, per documentare quanto rimane della memoria storica relativa alle piante e alle loro utilizzazioni locali.

Tali notizie sono state integrate da altri dati sull’origine dei nomi scientifici e dialettali, su curiosità relative alle piante, oltre che da informazioni tecniche per il corretto riconoscimento delle stesse.
Nella flora spontanea e coltivata nell’area, in circa 80 schede botaniche, è illustrato in particolare l’uso alimentare, agricolo domestico, religioso e rituale e vengono anche descritte alcune pratiche della medicina popolare.