
Lisa Casali, romagnola di Forlì, poco più che trentenne, “si occupa di tematiche ambientali da più di 10 anni, dapprima per motivi di studio e poi per lavoro” come ricorda nel risvolto di copertina del libro che ha curato con Tommaso Fara, un quarantenne milanese. Sono loro gli autori di "La cucina a impatto (quasi) zero", sottotitolo “Scarti, avanzi e gustose ricette” per l’editore Gribaudo.
Ho conosciuto la Casali attraverso il suo blog, Ecocucina, che è un po’ la finestra su un mondo goloso ma anche risparmioso e rispettoso dell’ambiente partendo dagli avanzi. Con una nota allegra e acquolinosa che un tema eterno come la cucina degli avanzi difficilmente offre. C’è quasi sempre un alone di tristezza perché di solito i destinatari di questi consigli sono persone in difficoltà economiche e si vorrebbe far credere loro che si può confezionare una cena coi fiocchi rovistando nella rumenta.
Provoco, ovvio, però è vero che questo volume è allegro perché parte da una scelta che è anche golosa e nel contempo sociale: “Il nostro è un libro di consigli e ricette per ridurre il proprio impatto ambientale ai fornelli. La cosa particolare delle mie ricette è che gli ingredienti principali sono parti di scarto, ovvero tutto quello che gli altri libri dicono di buttare via come foglie esterne di carciofo, gambi di asparagi, baccelli di piselli, bucce di mela, ecc. Come effetti collaterali, questo libro fa risparmiare e fa bene alla salute perché le parti di scarto hanno un elevato contenuto nutritivo sia come vitamine che fibre in alcuni casi addirittura superiore alla parte nobile (ad esempio nella mela dove è la buccia la vera parte nobile)”.

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