sabato 22 ottobre 2011

I Vignaioli del Trentino di Nereo Pederzolli e Romano Magrone


I vignaioli del Trentino è un'opera biografica che sintetizza, in un piacevole scatto fotografico unito ad un breve racconto, la vita, le passioni, le vittorie e le sconfitte di un lavoro duro e faticoso ma anche ricco di soddisfazioni. Il vignaiolo segue tutto il processo necessario per produrre il vino, a partire dalla coltivazione delle viti. Un manuale che, oltre ai vignaioli, presenta i tesori racchiusi nelle nostre botti che aspettano solo di essere scoperti e versati nei nostri calici.

il libro è in brossura e conta 112 pagine con foto a colori.

lunedì 17 ottobre 2011

Tavoli del Molise di Salvino A. Salvaggio


I capitoli di questo libro ci guidano in modo originale alla scoperta del Molise, una regione dotata di un pregio capace di consolare dai peggior mali: ci si mangia divinamente. Felice caratteristica dovuta alla qualità delle materie prime locali e all’abilità di chef particolarmente ispirati che Salvaggio ha scovato e analizzato in questo volume accurato e piacevole. Il libro di Salvaggio attesta che gastronomia, storia, società, economia, cultura popolare non sono settori autonomi della nostra vita, ma fanno parte di un unico grande ambito: il territorio, inteso come un insieme che va valorizzato e promosso. L’Autore ci invita pertanto a passeggiare, non solo tra ristoranti e osterie, ma anche negli aneddoti, negli eventi, tra le genti che abitano il Molise e nelle loro tradizioni. La dimensione di critica enogastronomica di questo libro è quasi un alibi per addentrarsi nella bellezza naturale e nello spessore storico di una regione affascinante e solare, tutta accovacciata tra mare e montagna." (Monica Vignale)

giovedì 13 ottobre 2011

CONFRATERNITA DEL GNOCCO D'ORO di Luca Bonacini fotografie di Luigi Ottani


Un libro che risponde a tutte le domande e le curiosità sul famoso gnocco fritto. Una passeggiata alla ricerca dei luoghi dove è ancora possibile gustare il tradizionale gnocco fritto modenese, da consumarsi ben caldo e fritto al momento, per una prelibata prima colazione con caffelatte o cappuccino, o per uno spuntino con un buon bicchiere di Lambrusco: ecco il patrio rinfresco, per usare l’affettuosa definizione coniata da Antonio Delfini. O ancora, nel corso di un aperitivo rigorosamente geminiano “il” gnocco si può accompagnare con qualche fetta di buon prosciutto di Modena,o di ciccioli montanari appena tagliati. Quelli come me, che non badano troppo alla linea e amano le tradizioni, popolano questi locali, ben lieti di aspettare qualche minuto in più per una “coppia” di gnocco con affettato.Scopriremo insieme quanti personaggi, non solo modenesi, sono stati estimatori dell'ottima pietanza, sapremo quali sono i locali più amati dove gli avventori fanno la fila per aggiudicarsi l’ingrediente principe della colazione alla modenese. Daremo poi uno sguardo alle altre province italiane e all'estero, alla ricerca dei posti dove il gnocco che per noi vuol dire tradizione èdiventato trendy, conosceremo dove è stato fritto il pezzo di gnocco più lungo del mondo, apprenderemo quali sono i cugini del gnocco, quelli cioè che gli sono simili ma hanno nomi e storie diversi, e infine verremo a conoscenza di alcuni grandi eventi internazionali, dove Re Gnocco è protagonista assoluto, vessillo di una gastronomia secolare apprezzata in tutto il mondo.

CONFRATERNITA DEL GNOCCO D'ORO di Luca Bonacini
caratteristiche Marchio: Edizioni Artestampa
Formato: 220x220
Pagine: 210
ISBN: 9788864620411
Anno: 2011
Prezzo: 25,00 €

PIEVI E RICETTE Dal cuore della Toscana per la gioia degli occhi e del palato



La Toscana è indubbiamente una delle regioni che più di
altre eccelle per panorami, monumenti e buona cucina.
Lo scopo di questo piccolo volume è quello di
rappresentare attraverso una serie sistematica di schede
alcune tipologie dell’architettura religiosa, le pievi, individuabili
in un periodo storico ben preciso, collegate
alla presentazione di piatti tipici presenti anche nel loro
territorio di influenza.
In questo scritto ci limiteremo a prendere in esame due
tra le più interessanti zone geografiche della Toscana: la
zona nord-est del Chianti e il Valdarno Superiore.
Perché questa scelta, perché questo connubio? Perché la
pieve, dal latino plebs-plebis, plebe (cioè che riguarda il
volgo, il popolo delle campagne), era una circoscrizione
religiosa che sovrintendeva al controllo di un territorio a
volte anche molto vasto. Ovvero la pieve era il centro di
una zona agricola e pastorale intorno a cui si muoveva il
mondo medievale. E gli uomini e le donne che
lavoravano per il Pievano, direttamente o indirettamente
(oggi si direbbe l’indotto), si nutrivano di quei prodotti e
di quei frutti della terra che essi stessi coltiva- vano, così
come delle carni delle greggi o degli allevamenti che
sempre loro curavano, realizzando quindi per i loro
deschi piatti che si sono poi tramandati nei secoli sino
ad arrivare a noi.
Forse non c’è una grande affinità tra le ‘ricette’ del XI e
XII secolo (anche noti come secoli bui) e quelle di oggi, ma soprattutto in Toscana molte delle
caratteristiche culinarie di allora sono sopravvissute, con le debite modifiche, anche ai nostri
giorni. L’olio, ricchezza di quei territori allora come adesso, ne è un esempio, insieme ai vini,
oggi rinomatissimi, ma anche alle più semplici verdure, dal cavolo nero al fagiolo zolfino, o le
carni bovine, per non parlare del sempre eterno maiale che ha nutrito centinaia di generazioni. E
delle pecore che oltre alla lana davano anche carni e latte e formaggi. Ed ancora il pollame
allevato a terra, nell’aia, rinomatissimo allora e richiestissimo e piuttosto raro oggi.
Qui prenderò in esame alcune delle pievi più interessanti e cercherò di dare alcuni suggerimenti
gastronomici tipici dei loro territori di influenza ma anche ricette che si discostano da quei
territori ma che sono patrimonio del mio ricordo gastronomico e della mia origine lucchese. È
ovvio che molti aspetti saranno comuni alle varie zone prese in esame.

PIEVI E RICETTE - Dal cuore della Toscana per la gioia degli occhi e del palato
Pagine: 92
Prezzo: € 10.00
ISBN: 978-88-7542-167-0

mercoledì 12 ottobre 2011

Il pranzo in famiglia



Il pranzo in famiglia, sottotitolo “Cucinare a casa con Ferran Adrià”, prezzo di copertina 24,95 euro, non è certo il primo libro di cucina “umana” curato dallo chef catalano e da chi, Eugeni de Diego, per anni ha curato i pasti quotidiani dei 75 dipendenti del Bulli a Rosas in Catalogna. Ricordo ricettari che prendevano ispirazione dalla spesa fatta in una catena di supermercati spagnoli e, più recentemente, La cocina de la salud, a conferma che cucina e salute andranno sempre più a braccetto, però con questa fatica edita da Phaidon anche in italiano (oltre che in inglese, francese, tedesco e giapponese) si entra nel cuore del ristorante chiuso e rifondato a fine luglio. Con una nota tutta mia: va bene “cucinare a casa con Ferran Adrià”, ma il mio sogno in verità sarebbe di “cucinare a casa di Ferran Adrià”.
Al Bulli si cenava alle 6 della sera, tre portate in mezzora e poi si nuovo al lavoro senza tanto perdere tempo perché lì gli orari non erano certo spagnoli visto che alle 7 arrivavano giù i primi clienti. In queste pagine le ricette sono raccontate e illustrate passaggio dopo passaggio, 31 menù per un totale di 93 ricette, dalla Caesar salad alla Crema di melone e menta con pompelmo rosa. I nomi sono rassicuranti, Salsicce con funghi, Pasta alla bolognese, Melone con prosciutto crudo, Spaghetti con pomodoro e basilico, una dimensione quotidiana che umanizza l’immagine di Adrià, un genio che sa declinare la cucina in ogni sua dimensione.
Un appunto: le note che spiegano i vari passi di ogni procedimento potevano essere stampate in maniera ben più chiara. Così, messe sopra le foto, con le parole racchiuse nelle nuvolette stile fumetti, si perde molto.

lunedì 10 ottobre 2011

“Dove ti porta il mare”, libro di Margherita Ramunno


La Pesca a Taranto: tecnica e strumenti. Un volume che si avvale delle fotografie di Sergio Malfatti, un fotografo freelance, fra cronaca, spettacolo e pubblicità (collabora con quotidiani e riviste e partecipa a numerose iniziative editoriali).
Con questo volume l’autrice, “….senza eccessi nostalgici e con l’unico intento di sottrarla all’oblio, restituisce la Taranto del secolo scorso vista nella sua quotidianità fatta di gente modesta che viveva dal mare e per il mare. Un mondo ricco di mestieri poiché la pesca artigianale a Taranto era un’attività complessa alla quale collaborava una serie di figure professionali e il pescato era il risultato di un impegno corale: maestri d’ascia, nassare, carpentieri, fabbri, ferrai, fabbricanti di reti, tintori, armatori, rivenditori, militicoltori, pescatori esperti nei diversi tipi di pesca. Nutriamo la ragionevole speranza che sottrarre all’oblio questo patrimonio di tradizioni e di cultura aiuti i più giovani ad impegnarsi perché il nostro mare, oggi trasformato in un’appendice industriale ad alto tasso d’inquinamento, ritorni ad essere dei tarantini che ne devono custodire la salubrità e la bellezza”. L’autrice, come è facile scoprire nelle pagine di questo volume, da sempre, ha dentro di sé l’amore per la verità, gli ideali e i valori della sfera sociale e civile. Del resto, quanti la conoscono sanno bene che è stata, ed è, sempre per le cose giuste e che a parlare con lei si comprende bene che l’onestà non può essere mai svenduta e che la verità non potrà mai essere nascosta. Come si può ben immaginare, Margherita Ramunno ha un amore particolare per Taranto, la città ove ha compiuto gli studi classici. Si è laureata in Lettere e in Scienze della Comunicazione a Lecce ed è una studiosa della storia economica del Regno di Napoli. Una scrittrice che, non è certo “nata per caso”. Del resto lo dimostrano, qualora ce ne fosse bisogno, i suoi scritti su varie testate e nel notiziario nazionale dell’Ufficio Provinciale dell’Agenzia del Territorio di Taranto, ove si occupa di comunicazioni. Articoli su Taranto, sugli attrezzi da pesca usati a Taranto, sulla storia economica nel Regno di Napoli,… E non solo.

sabato 8 ottobre 2011

Entra la Corte - Processo alla Scienza in Cucina


In piedi! Entra la Corte. Questa frase nei film americani indica sempre l’inizio di una sfida tra accusa e difesa senza esclusioni di colpi per ristabilire la verità. Ed eccoci oggi in “aula”, tutti in piedi, per accogliere la Corte che dovrà processare la “gastronomia molecolare” e la “cucina molecolare”. Un processo che in maniera divertente e all’americana vede contrapposti i fautori della scienza in cucina e coloro che l’aborriscono; coloro che amano l’innovazione in cucina e quelli che vogliono mangiare solo i piatti della tradizione.
Ma esiste veramente una contrapposizione tra cucina scientifica e cucina tradizionale? Sono veramente due cucine diverse? Ma è vero che la chimica e la fisica in cucina sono pericolose? A queste domande cercherà di dare una risposta la “Alta corte degli amanti del buon cibo”.