sabato 30 settembre 2017
La cultura del cibo: alimentazione, dietetica, cucina nel Basso Medioevo
Questo libro affronta il tema dell'alimentazione medievale indagato attraverso alcuni dei suoi aspetti più peculiari ma forse meno scontati. Il cibo inteso non tanto come nutrizione in risposta a un'esigenza primaria dell'uomo, ma piuttosto come fenomeno di tradizioni e mentalità, in una parola, di "cultura". Innanzitutto di cultura dietetica, nell'ottica del pardigma umorale di matrice galenica fondato sulla ricerca dell'equilibrio psico-fisico, uno schema mentale che in modo più o meno diretto e consapevole determina le scelte alimentari. Infine il cibo che, attraverso le pratiche culinarie, diventa cultura gastronomica per soddisfare il gusto e il piacere del palato, illustrando così costumi e modi di vita della società di corte.
domenica 24 settembre 2017
Del mangiare carne, trattati sugli animali, edito nel 2001
Il mangiare carne non è la condizione naturale dell'umanità, ma un passaggio traumatico nella sua storia. Con esso l'uomo, animale predato, passava dalla parte dei predatori. Ciò implicava vivere della regolare uccisione di animali, questi primi dèi. La questione era però anche religiosa, e come tale venne elaborata in antichi riti, come i Bouphonia ateniesi. Ma questo si desume anche da un importantissimo testo di Plutarco, "Del mangiare carne", fondato sulla tesi che la dieta carnea vada contro natura. Letto accanto agli altri due trattatelli qui pubblicati, questo testo documenta la profonda conoscenza e comprensione del mondo animale che caratterizza l'antichità classica e che Plutarco sembra compendiare nelle sue pagine.
Confessioni di un cuoco eretico - David Madsen (2006)
Orlando Crispe è un cuoco d’eccezione, un vero Maestro dell’arte culinaria. Le ricette da lui inventate sono da capogiro e le cene che prepara nel suo ristorante romano, Il giardino dei piaceri, sono degli eventi a dir poco unici, non solo per la cucina sublime ma anche per le reazioni che il cibo provoca nei commensali. Il suo laboratorio gastronomico è tutto un vorticare di salse, pani, sughi, intingoli e paste. Ma è la carne la vera regina dell’arte di Crispe, il blocco di marmo in cui lui intaglia le sue creazioni, la prima materia della sua attività alchemica. Questa passione sfrenata e ossessiva per la carne travalica l’angusto spazio tra i fornelli, arrivando ad assumere le connotazioni di un atto che sta tra l’amore puro e l’erotismo. Così, quando trasmuta i corpi di animali morti in brasati, tartares e arrosti, Crispe sente che il suo genio creativo partecipa di un mistero divino e originario, e allo stesso tempo cresce in lui il desiderio di essere una cosa sola con le sue pietanze. La vera strada del genio, però, richiede studio e dedizione. Così, mentre alla sua mensa si succedono una varietà di personaggi curiosi – alte cariche ecclesiastiche, giornalisti di fama, potenziali mecenati – Orlando elabora nuove e visionarie teorie gastronomiche, in grado di produrre effetti sempre più sorprendenti sugli avventori. E per spingere la sua arte verso vette ancor più celestiali, non esita a sperimentare alcuni di questi stessi avventori come ingredienti per i suoi piatti…
domenica 10 gennaio 2016
TORCHIATO DI FREGONA DOC
Finalmente un volume dedicato al Torchiato di Fregona, ovvero a un’eccellenza del Trevigiano poco conosciuta ma figlia di un passato ancora vivo.
Il Torchiato è un vino dolce che nasce nella zona storica del Prosecco ma da uve appassite e passate al torchio, ancora oggi visibile e funzionante nella frazione di Osigo.
Si ripercorrono qui, attraverso testimonianze e immagini d’epoca, sia i fili della memoria che hanno fatto del Torchiato un vino oramai tradizionale; sia quelle informazioni tecniche sui vitigni e la vendemmia che sono oggi comprese nel disciplinare, poiché il Torchiato di Fregona può anche fregiarsi della Doc.
Infine un ricco ricettario nel quale una trentina di ristoratori veneti propongono piatti e abbinamenti nei quali il Torchiato stesso è il protagonista, sotto l’attenta supervisione del sommelier Dino Marchi.
Il volume è riccamente illustrato con fotografie di Giuliano Casagrande e Francesco Galifi, nonché con immagini storiche messe a disposizione dal FAST (Foto Archivio Storico Trevigiano).
Fonte: sito dell'editore TERRA FERMA srl
Livorno la Ghiotta
Un ricettario completo con il meglio della cucina livornese, scritto da un amante dei fornelli e della sua città. Dalle acciughe agli zerri, con tutte le primizie del mare: l'autore ci offre un'infinità di ricette per aiutarci a comporre menu prelibati. Ma non solo di mare si parla: i piselli, i carciofi, i baccelli, i cavoli entrano nella sua cucina e diventano piatti deliziosi. E le zuppe di mare e di terra? Infine le ricette tipiche della pasticceria. Ogni piatto che cucina è provato e riprovato, addirittura migliorato: l'autore è attento alle tipicità del territorio e alla tradizione ma, ben cosciente dell'evoluzione delle conoscenze gastronomiche e delle abitudini alimentari, le sue ricette non sono certo arbitrarie interpretazioni, ma nemmeno fedeli riproduzioni di ricette ritenute "uniche" o "autentiche". Ama la sua città Paolo Ciolli, e quest'amore traspare dalle presentazioni che precedono ogni argomento preso in esame, dove ci spiega il modo di preparare i cibi, ci descrive gli alimenti, ma non dimentica mai di fare riferimento a Livorno, alla sua storia, alla sua gente. Edizione cartonata con sovracoperta, arricchita dalle tavole del maestro Mario Madiai.
fonte: sito dell'editore.
sabato 6 luglio 2013
Strategie del cibo Simboli, saperi, pratiche
Il volume Strategie del cibo Simboli, saperi, pratiche,
a cura di Di Renzo Ernesto - Bulzoni Editore. Sulla scia di un’esperienza editoriale del tutto collaudata e scientificamente feconda, questo volume raccoglie i contributi che i membri della sezione di Antropologia Storica dell’AISEA hanno elaborato nel corso dell’anno di attività 2004. Il soggetto sul quale si sono collegialmente misurati è incentrato sul discorso del cibo e delle molteplici strategie con le quali la cultura lo ha investito di significati quanto mai complessi e stratificati. Significati che, nel loro rapportarsi con coerenza e funzionalità agli assetti sociali, economici ed ecologico-produttivi espressi dalle differenti società storiche, hanno consentito di rubricare il cibo come un campo globale dell’esperienza in relazione al quale la vita intera viene organizzata e dotata del suo senso più completo. Il cibo, infatti, se da una parte, e prima di ogni altra cosa, è essenzialmente nutrimento, sostentamento, bisogno, dall’altra è fondamentalmente cultura, sovrastruttura, pensiero. Se nel suo configurarsi in termini di puro vitto è quanto permette all’uomo di assolvere ai processi biologici vitali, nel suo rappresentarsi in termini di “fatto gastronomico” è ciò che gli consente di assurgere a se stesso identitario, ad essere esclusivo in relazione ad altri percepiti come diversità assolute e radicali. Il cibo, inoltre, recupera lacune affettive, economiche, sociali, appaga solitudini e placa sconforti, esalta condizioni di privilegio sociale o economico, manifesta gerarchie socio-familiari e di genere, sottolinea eventi; tutto ciò lo rende una tra le più importanti categorie del corpo, della mente e dell’esistere.
a cura di Di Renzo Ernesto - Bulzoni Editore. Sulla scia di un’esperienza editoriale del tutto collaudata e scientificamente feconda, questo volume raccoglie i contributi che i membri della sezione di Antropologia Storica dell’AISEA hanno elaborato nel corso dell’anno di attività 2004. Il soggetto sul quale si sono collegialmente misurati è incentrato sul discorso del cibo e delle molteplici strategie con le quali la cultura lo ha investito di significati quanto mai complessi e stratificati. Significati che, nel loro rapportarsi con coerenza e funzionalità agli assetti sociali, economici ed ecologico-produttivi espressi dalle differenti società storiche, hanno consentito di rubricare il cibo come un campo globale dell’esperienza in relazione al quale la vita intera viene organizzata e dotata del suo senso più completo. Il cibo, infatti, se da una parte, e prima di ogni altra cosa, è essenzialmente nutrimento, sostentamento, bisogno, dall’altra è fondamentalmente cultura, sovrastruttura, pensiero. Se nel suo configurarsi in termini di puro vitto è quanto permette all’uomo di assolvere ai processi biologici vitali, nel suo rappresentarsi in termini di “fatto gastronomico” è ciò che gli consente di assurgere a se stesso identitario, ad essere esclusivo in relazione ad altri percepiti come diversità assolute e radicali. Il cibo, inoltre, recupera lacune affettive, economiche, sociali, appaga solitudini e placa sconforti, esalta condizioni di privilegio sociale o economico, manifesta gerarchie socio-familiari e di genere, sottolinea eventi; tutto ciò lo rende una tra le più importanti categorie del corpo, della mente e dell’esistere.
lunedì 3 giugno 2013
100 anni di Pasta a Gragnano, edito da Malvarosa edizioni.
Non esiste italiano che non si riconosca nel dictat “Toglieteci tutto ma non la pasta!”.Quel bel piatto, che ogni giorno imbandisce le tavole e soddisfa il palato di tanti italiani, è divenuto parte integrante del modo di vivere italiano che il mondo intero apprezza e imita, anche a tavola. La pasta piace a tutti! Anche agli stranieri, che, si sa, vanno pazzi per gli spaghetti. La pasta rappresenta e comunica l’Italia che piace, che seduce, quella che i consumatori apprezzano. Insomma, la pasta è un alfiere prestigioso della cultura culinaria nazionale e dell’Italian style.
In questo libro la pasta è vista da tutti i lati, o meglio, da tutti i formati e da tutte le cotture. Diviso in quattro capitoli, che rappresentano le quattro stagioni della vita della pasta, Cento anni di Pasta offre al lettore una varietà imponente di personaggi e di aneddoti ad essa legati, attraverso le sue più belle immagini e le sue più gustose preparazioni: una ricetta perfetta per esaltare la scienza, la storia e la filosofia che sono alla base del simbolo culinario del Belpaese. Grandi chef e autorevoli personaggi raccontano la costruzione del piatto più amato al mondo, la pasta appunto.
Cento anni di Pasta Pastificio Di Martino
a cura di: Enzo Rando
Pagine: 352A nno: 2010 ISBN: 978-88-97564-04-1 EAN: 978 88 97564 04 1
(dal sito dell'editore)
Cento anni di Pasta Pastificio Di Martino
a cura di: Enzo Rando
Pagine: 352A nno: 2010 ISBN: 978-88-97564-04-1 EAN: 978 88 97564 04 1
(dal sito dell'editore)
venerdì 31 maggio 2013
"I funghi nella cucina veneta"
"Un repertorio di piatti semplici e straordinari, con eccezionale riscoperta di accoppiamenti di molte varietà di funghi a cibi della tradizione comune. Un libro di vecchie e nuove ricette insieme, proposto all'esperienza di chi ama la naturalezza in cucina.” Così Giuseppe Maffioli, scrittore e gastronomo veneto presentava nel 1984 la prima edizione del libro. Una scelta, quella di ridare alle stampe il volume, voluta per far rivivere lo spirito del suo autore e il desiderio di condividere le proprie passioni in un libro che, attraverso le ricette raccolte in tutto il Veneto (dalle Dolomiti al Polesine, dal Garda ai Colli Euganei, dall’Altopiano di Asiago al Cansiglio, dai piatti ladini a quelli cimbri), racconta la tradizione, la cultura e la storia di certe abitudini gastronomiche della nostra regione, che rischiavano di andare perdute per sempre. Ne esce così una raccolta di piatti davvero particolari per chi ama il bosco e desidera scoprirne i tesori imparando dalla tradizione ad utilizzare in cucina tutti i tipi di funghi, anche le specie meno note.
Numero pagine: 184
Formato chiuso: 15x20 cm
legatura cartonata: legatura brossurata con alette
corredato dalle schede micologiche
Prezzo: 14,50
Codice ISBN: 978-88-96162-51-4
http://www.scriptanet.net/default/books/view/i-funghi-nella-cucina-veneta
"Passione Pizza" di Antonino Esposito - SITCOM
È scoppiata nelle librerie una vera “Passione pizza"! Nel suo nuovo libro, edito da Sitcom Editore, Antonino esposito ci svela infatti tutti i segreti della migliore pizza italiana.
In fondo è semplice fare la pizza: basta un litro d’acqua, un chilo e settecento grammi di farina, cinquanta grammi di sale, cinque grammi di lievito di birra, dieci grammi di zucchero, un cucchiaio di sugna e un cucchiaio di uovo sbattuto.
Ma forse non basta avere la sua ricetta… Serve soprattutto lui, Antonino Esposito, il re indiscusso della pizza che porta in libreria, con Sitcom Editore, “Passione Pizza” (€ 18,00). Un libro interamente dedicato al piatto più noto della tradizione gastronomica italiana, in cui Antonio Esposito, oltre a offrirci i segreti del suo impasto per la pizza, propone ai lettori oltre 60 ricette tra pizze, focacce, pizze “speciali”, sfizi dolci di pizza, pane di pizza e molto altro.
venerdì 22 febbraio 2013
Gran Trofeo della Ristorazione 2013
Anche quest'anno l'istituto alberghiero di Capri partecipa al Gran Trofeo della Ristorazione Italiana promosso dalla Provincia di Brescia.
Gli studenti hanno dovuto elaborare anche un tour enogastronomico per la provincia di Brescia e hanno realizzato uno spot promozionale sui prodotti bresciani.
Per chi fosse interessato, si segnalano i vari link per consultarli:
http://www.youtube.com/watch?v=OxSg61Ia67k
https://word.office.live.com/wv/WordView.aspx?FBsrc=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fdownload%2Ffile_preview.php%3Fid%3D317978638305931%26time%3D1361557293%26metadata&access_token=100001015184242%3AAVKXZ8-ZBZE63E2Gt6K17HH31gNhaxQfRRnMb0rK-bkW1g&title=Ambasciatori+del+territorio+bresciano.docx
In bocca al lupo
mercoledì 19 settembre 2012
Magnificenze a Tavola. Le arti del banchetto rinascimentale
E' la prima grande mostra interamente dedicata all’arte del banchetto rinascimentale che Villa d’Este a Tivoli ospiterà dal 15 giugno al 4 novembre 2012.
È proprio in epoca rinascimentale infatti che l'arte del convito italiano raggiunge l’apice, assumendo la supremazia sulla scena europea. Il banchetto, stupefacente apparato all’interno del quale confluivano molte diverse competenze per ottenere gli effetti più coinvolgenti, affidava allo "spettacolo" della tavola e ai suoi simboli, il compito di rappresentare la grandezza del principe.
Curata da June di Schino, docente di storia della gastronomia e da Marina Cogotti, direttore di Villa d’Este, e promossa dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Province di Roma, Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo, la mostra e lo splendido catalogo sono stati realizzati dalla De Luca Editori d’Arte
giovedì 19 luglio 2012
La cucina salernitana di Carlo Galimberti
Con La cucina salernitana (Marlin Editore, pp. 144, euro 11,90) di Carlo Galimberti, prende il via la nuova collana Le guide Marlin - sezione Mangiare all'
italiana. La fantasiosa molteplicità di piatti della cucina salernitana, affiancata alla grande diversità dei prodotti tipici e dei vini, è l?elemento centrale di questo libro, che vuol essere un gustoso ricettario storico della provincia di Salerno. Alcuni dei piatti presentati possono essere considerati dei veri capolavori per la combinazione dei sapori e per lo straordinario corredo di prodotti del territorio: pensiamo alla pasta con i ricci di mare o agli scialatielli con melanzane, a totani e patate o ai calamari ripieni, al cinghiale in casseruola o alle salsicce con broccoli di rapa, alla parmigiana di melanzane o alle zucchine alla scapece, al babà o alla torta Santa Rosa. Nonostante le profonde trasformazioni, svariando dall?antica repubblica di Amalfi fino ai lontani paesi del Cilento, terra d?origine della dieta mediterranea, questa cucina rimane un repertorio di profumi e aromi che attraverso i secoli non hanno perso la loro identità. In queste pagine c?è un pezzo della nostra storia, di quella vera, un piccolo universo culturale che cattura e guida il lettore alla suggestione di una buona tavola e di un gioioso bicchiere di vino.
La cucina della memoria.
Valida sul piano storico-scientifico, l’opera si segnala non di meno per l’elegante edizione, essendo stata impressa su carta “Grifo vergata” delle cartiere Fabriano, per la sovraccoperta pergamenacea antichizzata e per le ricche illustrazioni a colori, riproducenti gli antichi costumi lucani del Sette-Ottocento, e rielaborazioni di ambienti lucani fatte dallo stesso Autore. La seconda parte del volume riporta 290 ricette e le caratteristiche dei vini e dei liquori tipici della regione, mentre nella terza ed ultima parte vengono descritti i piatti che solitamente si preparano in occasione delle festività. Ampio spazio è, infine, dedicato alle citazioni letterarie riferite ai cibi lucani che si ritrovano sia nei testi degli autori latini più rappresentativi della cultura classica che in quelli degli scrittori e dei poeti contemporanei.
La cucina della memoria
di Maurizio restivo
EditricErmes
Prezzo
€ 120,00
lunedì 16 luglio 2012
NAPOLETANI MANGIAMACCHERONI di Elio Catello
L'Autore in questa ricerca, su un argomento ampiamente trattato ma per lui insolito, ha cercato di fissare l'attenzione sulla diffusione dei maccheroni a Napoli partendo dalla lettura di antichi fatti di cronaca, ora commentati e suffragati dal ritrovamento di numerosi documenti di archivio.
Ha considerato, su base documentaria, le caratteristiche di quel prodigioso congegno ('ngegno in dialetto napoletano), oggetto fondamentale della trasformazione dei maccheroni in cibo popolare, particolarmente richiesto anche da ospedali, conservatori e Luoghi pii, esaminando nel contempo le vicende della Corporazione e dei maestri ad essa appartenenti, talvolta succubi di loschi speculatori, fino all'abolizione dell'istituto corporativo nel Decennio francese.
Lo studio non poteva ignorare il caratteristico uso partenopeo dei maccheroni, cotti in strada e mangiati dai popolani senza l'uso di forchette fin dal secolo XVII, come sancito pure da autorevoli testimonianze pittoriche, considerando, infine, le composizioni bernesche e la ricerca di folclore che tanto interesse avevano suscitato nei viaggiatori del Grand Tour, soprattutto nella Napoli romantica del primo Ottocento.
Autore: Elio Catello
Titolo: Napoletani mangiamaccheroni - Dal XVI secolo all'Unita' d'Italia.
Descrizione: Edizione in formato 8° (cm ); 102 pagine;
Editore Sorrento (NA), Franco Di Mauro, dicembre 2009
Prezzo: Euro 15,00
domenica 10 giugno 2012
Noi e il cibo: percorsi di educazione alimentare per la scuola primaria
“Noi e il Cibo” è il nuovo percorso didattico per la scuola primaria che affianca e sostiene l’introduzione dell’educazione alimentare come materia interdisciplinare.
Il progetto, infatti, è in linea con gli auspici della Commissione europea in tema di cultura alimentare ed è coerente con le Linee guida per l’educazione alimentare nella scuola italiana recentemente pubblicate dal Miur nell’ambito del Programma “Scuola e cibo”, avviato nel 2009 in vista dell’Expo 2015.
Elaborato da un gruppo di editori con il sostegno del Programma alimentare mondiale (Pam), e con la consulenza scientifica dell’Università degli studi di scienze gastronomiche e di Slow food Italia, “Noi e il Cibo” si rivolge non solo agli alunni e ai docenti, ma anche alle famiglie.
Il libro per alunni propone letture, attività esperienze cognitive, sensoriali e ludiche per esplorare l’universo cibo secondo una progressione che parte dalla realtà individuale per allargare l’orizzonte fino a confrontarsi con temi che riguardano l’ambiente e il mondo “lontano”.
È infatti l’alleanza fra scuola, famiglia e territorio che può rendere più solido il progetto educativo che ha nella famiglia il luogo principale di attuazione e il senso di appartenenza a una comunità in cui ognuno si senta personalmente coinvolto e assuma un ruolo attivo.
“L'educazione alimentare deve occuparsi degli aspetti salutari ma anche dare gli strumenti affinché i ragazzi possano scoprire il mondo del cibo attraverso i s
ensi, la curiosità e l'esperienza, traendone piacere e acquisendo maggior consapevolezza delle loro scelte”, afferma Carlo Petrini, presidente di Slow food. “Solo se scuole e famiglie parlano lo stesso linguaggio e condividono i medesimi obiettivi, questo programma può risultare davvero efficace”.
“Noi e il Cibo” esplora le molteplici dimensioni del cibo e tutti gli ambiti che ad esso sono legati: sensorialità, sostenibilità ambientale, socialità, territorialità, memoria, identità, etica, globalizzazione, valorizzazione dei mestieri, sicurezza alimentare e ovviamente salute.
Il progetto, rivolto alle classi IV e V della scuola primaria, è costituito da:
• un libro per l’alunno, che propone letture, attività esperienze cognitive, sensoriali e ludiche per esplorare l’universo cibo secondo una progressione che parte dalla realtà individuale per allargare l’orizzonte fino a confrontarsi con temi che riguardano l’ambiente e il mondo “lontano”.
• un doppio poster (Diario alimentare e Stagionalità), che suggerisce semplici attività da svolgere a casa in sintonia con le attività didattiche;
• una guida per il docente, complemento indispensabile per condurre attività in classe, che favorisce le esperienze dirette proponendole anche alla famiglia (conversare sul cibo, fare la spesa insieme, leggere le etichette, rispettare le altre culture…) e fornisce spunti per approfondimenti e laboratori (L’orto, Il cibo e le stagioni, La denutrizione, La malnutrizione).
• Un testo per la biblioteca di classe,: Emergenza Cibo, libro appassionante da leggere insieme ai ragazzi per affrontare attraverso la narrazione temi difficili come la fame nel mondo e i rapporti tra paesi ricchi e paesi poveri.
In anteprima, due pagine del libro relative al capitolo "Alimentazione e globalizzazione" con informazioni per contestualizzare l'argomento e alcuni esercizi per gli alunni.
“Talvolta, dice Vichi De Marchi, autrice del libro e portavoce per l’Italia del Pam, la narrazione e personaggi guida riescono a creare quell’empatia verso chi soffre la fame che diventa la strada maestra per formare una coscienza civica”.
ensi, la curiosità e l'esperienza, traendone piacere e acquisendo maggior consapevolezza delle loro scelte”, afferma Carlo Petrini, presidente di Slow food. “Solo se scuole e famiglie parlano lo stesso linguaggio e condividono i medesimi obiettivi, questo programma può risultare davvero efficace”.
“Noi e il Cibo” esplora le molteplici dimensioni del cibo e tutti gli ambiti che ad esso sono legati: sensorialità, sostenibilità ambientale, socialità, territorialità, memoria, identità, etica, globalizzazione, valorizzazione dei mestieri, sicurezza alimentare e ovviamente salute.
Il progetto, rivolto alle classi IV e V della scuola primaria, è costituito da:
• un libro per l’alunno, che propone letture, attività esperienze cognitive, sensoriali e ludiche per esplorare l’universo cibo secondo una progressione che parte dalla realtà individuale per allargare l’orizzonte fino a confrontarsi con temi che riguardano l’ambiente e il mondo “lontano”.
• un doppio poster (Diario alimentare e Stagionalità), che suggerisce semplici attività da svolgere a casa in sintonia con le attività didattiche;
• una guida per il docente, complemento indispensabile per condurre attività in classe, che favorisce le esperienze dirette proponendole anche alla famiglia (conversare sul cibo, fare la spesa insieme, leggere le etichette, rispettare le altre culture…) e fornisce spunti per approfondimenti e laboratori (L’orto, Il cibo e le stagioni, La denutrizione, La malnutrizione).
• Un testo per la biblioteca di classe,: Emergenza Cibo, libro appassionante da leggere insieme ai ragazzi per affrontare attraverso la narrazione temi difficili come la fame nel mondo e i rapporti tra paesi ricchi e paesi poveri.
In anteprima, due pagine del libro relative al capitolo "Alimentazione e globalizzazione" con informazioni per contestualizzare l'argomento e alcuni esercizi per gli alunni.
“Talvolta, dice Vichi De Marchi, autrice del libro e portavoce per l’Italia del Pam, la narrazione e personaggi guida riescono a creare quell’empatia verso chi soffre la fame che diventa la strada maestra per formare una coscienza civica”.
Scienza incerta e dubbi dei consumatori. Il caso degli organismi geneticamente modificati
Il titolo scelto per il volume sottolinea la spaccatura che ancora divide la comunità scientifica su un tema attuale come quello degli organismi geneticamente modificati. Nomi noti della ricerca italiana espongono dubbi e aperte contrarietà alla coltivazione degli organismi geneticamente modificati, sulla base di prove solide e argomentazioni razionali, considerando non solo i rischi ambientali e per la salute, ma anche i problemi tecnici ed economici. La raccolta dei contributi segue un taglio scientifico, ma ha chiari intenti divulgativi.
All'interno del volume, Il lavoro svolto da Federico Infascelli - Professore Ordinario di Nutrizione e alimentazione animale e da Raffaella Tudisco Ricercatrice di Nutrizione e alimentazione animale Dipartimento di Scienze zootecniche e ispezione degli alimenti Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Napoli Federico II ha riguardato Indagini in vivo e in vitro sull'impiego di OGM nell'alimentazione animale.
Nel corso di tale indagine, frammenti del promotore (35S) e del gene (cp4 epsps) sono stati rilevati nel latte e nel sangue di capre alimentate con soia geneticamente modificata (GM) Roundup Ready (RR) nonché in fegato, rene, muscolo, milza, cuore e sangue dei redi alimentati esclusivamente con latte materno.
Alterazioni significati¬ve delle transaminasi ( AST e ALT e di LDH e GGT) sono state registrate, rispettivamente, nel siero delle madri e nel cuore, muscolo, rene e fegato dei capretti. Analoghe modifiche enzimatiche sono risultate a livello cardiaco, renale ed epatico in conigli alimentati con soia RR.
Da indagini effettuate in vitro, inoltre, è emerso un significativo aumento della velocità di fermentazione del mais GM rispetto alla controparte convenzionale.
Questo mentre le relazioni tecniche ufficiali che accompagnavano i brevetti dichiaravano l'assoluta innocuità e sicurezza nell'utilizzo dei semi GM in zootecnia.
Il volume è stato pubblicato da Slow Food Editore in collaborazione con Banca Monte dei Paschi di Siena.
domenica 27 maggio 2012
Il mestiere dell’incertezza. La pesca nel Golfo di Napoli tra XVIII e XX secolo
Questo lavoro è nato come una ricerca sull’economia della pesca nel Golfo di Napoli in età post-unitaria. L’arco temporale della ricerca è, dunque, il XIX secolo che parte dalla crisi dell’Ancien Regime, crisi istituzionale segnata dallo smantellamento dell’annona e dall’abolizione delle corporazioni annonarie, e finisce con l’età giolittiana.
È a partire dall’affermazione della libertà di industria e di mercato che sembrano prendere forma molte dinamiche fondamentali: la diffusione della pesca a strascico, la gerarchizzazione produttiva, il rafforzamento della funzione dei mercanti-armatori, il venir meno del vecchio solidarismo di mestiere, l’impoverimento dei mestieri tradizionali. L’unità costituisce uno spartiacque solo istituzionale: il liberismo della Destra storica accentuerà processi già avviati nell’età preunitaria, dalla anarchia in mare alla sempre più palese tendenza all’ipersfruttamento e alla conflittualità comunità di pescatori. Dal punto di vista delle dinamiche produttive la crisi della pesca nel Golfo e il suo destino di mancato sviluppo sono già segnati negli anni Ottanta del XIX secolo: pesano sempre più su di essa un’imprenditoria mercantile non interessata all’investimento produttivo e la crisi più generale della Napoli postunitaria. Per le autorità di fine secolo, locali e centrali, i pescatori costituiscono semplicemente un problema igienico e sociale.
È nell’età giolittiana, che per la prima volta il governo interviene con politiche dirette e sostenute da una analisi di fondo che individua proprio nella intermediazione e nell’anticipazione usuraia i problemi della pesca in Italia. L’età giolittiana rappresenta una svolta soltanto politica ma che nell’immediato non produce effetti chiaramente visibili sulla realtà produttiva e mercantile.
Il mestiere dell’incertezza. La pesca nel Golfo di Napoli tra XVIII e XX secolo di Aida Clemente, Napoli: L’Orientale, 2005, 345 pp.
sabato 26 maggio 2012
Ruote d’acqua per farina – Mulini della Carnia e del Friuli nell’itinerario del fotografo Albano Quaiattini
“Il mulino dove ho lavorato da bambino esiste ancora, ma in condizioni pessime, quasi inagibile. Hanno cambiato nome alla via, da via del Mulino a via Brescia (non ho capito cosa c’entra). Qualche tempo fa, passeggiando, sono passato là davanti, allora ho ricordato tanti aneddoti di quei momenti lontani. Ormai sono trascorsi quasi sessant’anni. […] Non ho tenuto conto del tempo trascorso, cinque, forse quindici minuti…Non lo so. So solo che mi sono ritrovato con le lacrime agli occhi. […]”
tratto dalla prefazione dell’autore
Il commento di progettodighe
Il libro non è una semplice raccolta di immagini scattate dal fotografo Albano Quaiattini, è un percorso entro il quale il lettore si sposta tra i vecchi opici idraulici di montagna, in Carnia, attraversando quelli sparsi lungo la pianura friulana sino ad arrivare quasi in riva al mare. E’ un viaggio nella terra friulana ed all’interno dei ricordi. Ogni mulino, ogni ruota ormai in stato di abbandono e degrado, ha una storia da raccontare, a volte vecchia di secoli. Storia di uomini e lavoro, ma anche di ingegno e fatica. Nelle pagine di questo volume ogni mulino che l’autore incontra nel suo viaggio è riportato su una specifica scheda, completata da note storiche e curiosità, ma anche dalle vicissitudini dell’opificio, dai dati e dalle caratteristiche meccaniche ed idrauliche. Interessante scoprire come tanti mulini sono stati convertiti dalla funzione originaria a produzione di energia elettrica tramite il montaggio di una turbina. Interessante la descrizione delle diverse tipologie di apparati ed il glossario tecnico. Un’opera realizzata da chi i mulini li ha vissuti.
Note per l’acquisto
Il volume era acquistabile tramite il sito web del Centro Educazionale Ambientale “Mulino Cocconi” (www.mulinococconi.it). Al febbraio 2011 il Centro "Mulino Cecconi" purtroppo non ha esaurito le copie a sua disposizione. Stiamo prendendo contatti con l’ente co-autore del volume, ovvero il Centro regionale di catalogazione e restauro di Villa Manin a Passariano per verificare se ci sono ancora copie disponibile e come è possibile reperirle.
domenica 6 maggio 2012
Vite in fermento
In questo volume ho voluto raccontare la favola della prima forma di vita della Terra e del metodo da lei usata per popolare il mondo: la fermentazione alcolica. Essa rappresenta il processo metabolico impiegato dalle prime cellule viventi (oggi li chiameremmo lieviti) per sopravvivere e riprodursi tre miliardi e mezzo di anni fa. Ho cercato di dirigermi verso i più giovani, con linguaggio semplice e comprensibile, in modo da stimolare a volerne sapere di più.
La Natura è sempre e comunque fantastica e il mondo del vino ha bisogno di riscoprire i valori più alti che l’hanno sempre accompagnato. Ciò che troverete sarà una favola, senza orchi e streghe, ma con un essere vivente (il primo) in balia di un pianeta ostile, alla ricerca di cibo senza sapere come fare a sfruttarlo per le sue necessità. Per merito di alcuni sinceri amici (gli enzimi) riuscirà a sopravvivere producendo l’energia necessaria.
Come residuo di un’opera meravigliosa e complicata lascerà al mondo due molecole fondamentali: l’anidride carbonica che servirà alle future piante per costruirsi il glucosio (il cibo) con l’aiuto del Sole e l’alcol etilico. La nostra cellula darà, in altre parole, il pane e il vino alla razza umana, le due sostanze più preziose che l’hanno accompagnata attraverso lo scorrere dei secoli.
'Vite in fermento'
Autore: Vincenzo Zappalà
Ottobre 2011 Prezzo: € 14.90 - Pag. 148
venerdì 4 maggio 2012
MANAGEMENT della ristorazione. Food&Beverage cost control
Un’azienda, per riuscire a rimanere sul mercato e per poter svilupparsi in un contesto esterno estremamente dinamico, deve operare rispettando un principio fondamentale, quello dell’economicità della gestione, secondo
il quale si deve fare in modo che le combinazioni dei vari fattori produttivi
generino ricavi superiori ai costi.
Management della ristorazione, con una molteplicità di esempi e modelli di applicazione, accomuna argomenti solitamente trattati in modo disgiunto, avvicinando il mondo della gestione delle imprese ristorative italiane ai più collaudati standard gestionali internazionali.
Il testo è articolato in 8 capitoli: La contabilità analitica - L'analisi di fattibilità - Il budget nel settore ristorativo - I metodi per la formazione dei prezzi di vendita - Food & Beverage cost control - Il management dei rendimenti (yield management) - L'analisi di menu -La gestione del magazzino.
Con fogli di calcolo on line per una gestione più efficace e per integrare la trattazione teorica con simulazioni ed esempi pratici di applicazione.
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