sabato 30 settembre 2017
La cultura del cibo: alimentazione, dietetica, cucina nel Basso Medioevo
Questo libro affronta il tema dell'alimentazione medievale indagato attraverso alcuni dei suoi aspetti più peculiari ma forse meno scontati. Il cibo inteso non tanto come nutrizione in risposta a un'esigenza primaria dell'uomo, ma piuttosto come fenomeno di tradizioni e mentalità, in una parola, di "cultura". Innanzitutto di cultura dietetica, nell'ottica del pardigma umorale di matrice galenica fondato sulla ricerca dell'equilibrio psico-fisico, uno schema mentale che in modo più o meno diretto e consapevole determina le scelte alimentari. Infine il cibo che, attraverso le pratiche culinarie, diventa cultura gastronomica per soddisfare il gusto e il piacere del palato, illustrando così costumi e modi di vita della società di corte.
domenica 24 settembre 2017
Del mangiare carne, trattati sugli animali, edito nel 2001
Il mangiare carne non è la condizione naturale dell'umanità, ma un passaggio traumatico nella sua storia. Con esso l'uomo, animale predato, passava dalla parte dei predatori. Ciò implicava vivere della regolare uccisione di animali, questi primi dèi. La questione era però anche religiosa, e come tale venne elaborata in antichi riti, come i Bouphonia ateniesi. Ma questo si desume anche da un importantissimo testo di Plutarco, "Del mangiare carne", fondato sulla tesi che la dieta carnea vada contro natura. Letto accanto agli altri due trattatelli qui pubblicati, questo testo documenta la profonda conoscenza e comprensione del mondo animale che caratterizza l'antichità classica e che Plutarco sembra compendiare nelle sue pagine.
Confessioni di un cuoco eretico - David Madsen (2006)
Orlando Crispe è un cuoco d’eccezione, un vero Maestro dell’arte culinaria. Le ricette da lui inventate sono da capogiro e le cene che prepara nel suo ristorante romano, Il giardino dei piaceri, sono degli eventi a dir poco unici, non solo per la cucina sublime ma anche per le reazioni che il cibo provoca nei commensali. Il suo laboratorio gastronomico è tutto un vorticare di salse, pani, sughi, intingoli e paste. Ma è la carne la vera regina dell’arte di Crispe, il blocco di marmo in cui lui intaglia le sue creazioni, la prima materia della sua attività alchemica. Questa passione sfrenata e ossessiva per la carne travalica l’angusto spazio tra i fornelli, arrivando ad assumere le connotazioni di un atto che sta tra l’amore puro e l’erotismo. Così, quando trasmuta i corpi di animali morti in brasati, tartares e arrosti, Crispe sente che il suo genio creativo partecipa di un mistero divino e originario, e allo stesso tempo cresce in lui il desiderio di essere una cosa sola con le sue pietanze. La vera strada del genio, però, richiede studio e dedizione. Così, mentre alla sua mensa si succedono una varietà di personaggi curiosi – alte cariche ecclesiastiche, giornalisti di fama, potenziali mecenati – Orlando elabora nuove e visionarie teorie gastronomiche, in grado di produrre effetti sempre più sorprendenti sugli avventori. E per spingere la sua arte verso vette ancor più celestiali, non esita a sperimentare alcuni di questi stessi avventori come ingredienti per i suoi piatti…
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