martedì 17 agosto 2010

“Zandraglia” di Boscoreale

Tutta colpa Di S. Maria Salomè, che
si festeggia il 3 luglio, e dell'implicito
richiamo alla Salomè biblica che
costò la testa a Giovanni Battista!
Infatti non potrebbero esserci molte
altre spiegazioni per l'associazione
di un dolce, la “zandraglia”, così
prelibato, quasi carnascialesco, con
u n t e r m i n e c h e r i m a n d a
irrimediabilmente a una donna
volgare, sporca, incline alle
chiassate, ai litigi e al pettegolezzo :
una “zandraglia”, appunto, celebrata
da Basile ne Lo cunto de Z e z o l l a,
c o r o n a d el s u o Pentamerone e
ripresa da Roberto De Simone p e r
La Gatta Cenerentola . “Zandraglia”
è un termine introdotto nel dialetto
della zona a ridosso del Vesuvio,
soprattutto di Boscoreale, a partire
dalla dominazione angioina, per
indicare un cibo salato, tipico dei
contadini, preparato con uova, farina
e acqua. Col tempo, la ricetta della
“zandraglia” si è modificata, fino a
renderlo oggi un dolce artigianale a
base di farina, uova e sugna. Esso si
prepara ritagliando dall'impasto
steso con il matterello delle strisce
irregolari che vengono poi fritte,
bagnate nel miele e cosparse di
confettini dai mille colori. E se questa
sorta di chiacchiere non si mangia a
Carnevale, bensì proprio il 3 luglio,
sarà forse attribuibile alle antiche
feste d'estate, il cui retaggio
principale è quello della Madonna
delle Grazie e della sua corona di
stelle, che tanto ricorda Demetra,
Madre della Terra.

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