
Una guida per riscoprire le vecchie osterie friulane, con le fotografie e gli indirizzi utili per raggiungerle.
Un'atmosfera quasi protettiva investiva il cliente che, aprendo la porta dell'osteria, faceva il suo ingresso nel locale, sotto gli sguardi curiosi provenienti dai gruppi di avventori distribuiti disordinatamente qua e là. Sguardi ammiccanti chiedevano, sguardi sornioni rispondevano, accompagnando l'occhiata con un cenno del capo, in una sorta di linguaggio rituale a tutti noto. Tutti salutavano tutti, la giornata ricomponeva i suoi frammenti, arricchita dalle chiacchiere leggere o dalle discussioni vivaci, dagli scherzi a volte grevi, dalle battute sottili. Uno spaccato di mondo che ha accompagnato da sempre la vita dei friulani, scandendone i tempi, palcoscenico di una realtà familiare e condivisa. Pur non essendo mai stato un assiduo frequentatore delle osterie, ne ho subito comunque il fascino, incuriosito da una realtà la cui eco sfiorava le giornate di noi udinesi. È difficile oggi, se non in qualche remota osteria di paese, ritrovare quell'atmosfera, quella familiarità dovuta alla frequentazione abitudinaria e alla conoscenza degli «altri». Altri i tempi, altri i ritmi, altre le esigenze. L'osteria è rimasta ancora però, per i friulani, luogo di ritrovo, anche se al posto dei locali caratteristici sono arrivate le enoteche, le chiacchiere forse più frivole, l'atmosfera un po' meno «familiare». È proprio per celebrare quello che è parte essenziale del patrimonio di vita friulana, l'osteria, che abbiamo pensato di affidare a Enzo Driussi il compito di raccogliere i ricordi, le testimonianze, le nostalgie di un passato che speriamo possa ancora riproporre, nonostante tutto, quei valori di solidarietà e di umanità che hanno sempre caratterizzato la comunità friulana nel tempo. Il risultato è un'opera gradevole e delicata, in cui ognuno di noi può ritrovare certamente un pezzette della sua storia.
Enzo Driussi è nato a Udine e attualmente risiede a Martignacco. Giornalista pubblicista, è stato per vari anni corrispondente del Messaggero Veneto e collaboratore della Rai regionale. Autore di varie pubblicazioni di poesia in friulano e in italiano, si è occupato anche di enogastronomia pubblicando, con Luigi Turchetti, un libro di ricette ricavate dalla tradizione regionale. Direttore responsabile di "Stelutis Alpinis", mensile di turismo e cultura, da molti anni è ideatore e conduttore di programmi radiofonici e televisivi sia di varietà e spettacolo che di cultura e tradizioni locali. Già consigliere generale della Società Filologica friulana, è Sommelier "ad honorem" e Nobile del Ducato dei vini friulani.

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