martedì 17 agosto 2010

La cucina elegante Ovvero Il Quattrova illustrato


La cucina elegante
Ovvero
Il Quattrova illustrato
E.V. Quattrova
Con prefazione di Pietro Gadda e disegni di Tomaso Buzzi e Gio Ponti
Editoriale Domus 1992 IV Edizione

Mangiare è una casa seria.
Lettore, se non sei compreso della verità e dell’importanza, veramente vitale, di questa solenne affermazione, ti compiango: questo libro non è per te.

Se girando per bancarelle vi capitasse fra le mani un volumetto bianco di duecento pagine che comincia con questo monito e poi tratta di cucina con parlare forbito e curiosi disegni, forse avete fra le mani un esemplare del Quattrova, allora se il volume è del 1931 andatene fieri, ma se pur fosse una delle quattro ristampe fatevelo bastare, è un’incredibile finezza, da conservare o regalare.

Storia, costume, economia (domestica come si diceva), il Quattrova dà un saggio di ognuna di queste materie, l’autrice inizia dalle mani della cuoca, quella buona e quella cattiva, dando rudimenti per distinguerle e continua con una veloce analisi del modo di mangiare, un tempo vorace e ‘oggi’ più contenuto, La bellezza d’oggi, per quanto Gio Ponti non la pensi o non la disegni così, è bellezza magra, snella, di linea: stiamo con Marinetti e niente pastasciutta, signore e signorine, pochi dolci, non bevete durante i pasti: e, per carità, rifuggite da birra e banane. E via con i consigli per l’organizzazione della cucina perfetta e l’educazione della (riferiamo) giovane servetta.

E poi la tavola, le luci e l’ordine dei piatti, norme in qualche caso di piena attualità, in qualche altro a sottolineare i più di settant’anni trascorsi dalla stesura. Abbiamo ritrovato tutto il disappunto delle nostre nonne per gli antipasti ‘allettante ma velenosa miscellanea di piatti freddi’ e scoperto un incontenibile disprezzo dell’autrice per le patate e una profonda adorazione per il pomodoro. Ricette e consigli di cucina e anche un po’ anche di vita. E a metà circa un’esortazione, un elogio alle novità, dove le novità si traducono in ‘brodo di cocco’ e ‘minestra di noci’, per esempio.

Ci siamo immaginate un diner dansant a casa nostra, credendo di veder entrare ‘l’uomo d’affari’ con ‘l’abito da società’ per riconoscerci davvero, a poche pagine dalla fine, con Zafirina, la cuoca veloce: Degli affezionati parenti, di passaggio per la vostra città, si sono invitati a colazione da voi. Voi accorrete dalla campagna sgomenta: la vostra casa è smontata, non avete portato con voi persone di servizio. Non potete contare che su un fornello a gas, sull’aiuto de una trepidante portinaia di buona volontà e sulle risorse della vostra sia pur disorientata intelligenza. Occorre un piano di battaglia, senza incertezze, né indugi: la vostra buona fama è in gioco [...]
Beh, almeno per via della disorientata intelligenza!

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