A Sirmione l'Aipol di Brescia, associazione dei produttori lombardi che aderisce ad Unaprol, ha recuperato, attraverso i fondi del reg. CE 867/08, l'antico oliveto delle Grotte di Catullo che circonda la più grande villa romana dell'Italia settentrionale. Una opportunità che potrebbe coniugare durante le ferie turismo culturale, paesaggistico ed ambientale.
Turismo culturale nell’oliveto di Catullo a Sirmione sul Lago di Garda. E’ la nuova frontiera di Unaprol che attraverso l’Aipol di Brescia, l’Associazione interprovinciale dei produttori olivicoli lombardi, ha recuperato, a fini paesaggistici –ambientali -culturali l’oliveto storico nell’area archeologica delle “Grotte di Catullo” di Sirmione, dove si trovano i resti della più grande villa romana dell’Italia settentrionale. L’area archeologica, situata all’estremità della penisola di Sirmione in una eccezionale posizione panoramica a picco sul lago più grande d’Italia, si estende su oltre 7 ettari di superficie. La sua gestione dipende dal ministero per i Beni e le attività culturali, soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia. E’ uno dei luoghi archeologici italiani con il maggior numero di turisti che apprezzano in particolare l’ambiente naturale che si è conservato intatto nel corso dei secoli e in cui è inserito l’imponente edificio romano di circa 20.000 mq e che in alcuni punti raggiunge i 15 mt di altezza. L’area è caratterizzata dalla presenza di un grande e antico oliveto, descritto da viaggiatori italiani e stranieri che già dall’inizio dell’Ottocento si son recati in visita alle rovine della villa romana. Risalgono a quegli anni le prime stampe e i dipinti del sito archeologico, poco dopo immortalati nei primi scatti fotografici che ritraggono i resti antichi inseriti all’interno del grande oliveto. Un insieme che probabilmente esiste da secoli, come si rileva da documenti medievali che fanno risalire al XII e XIII secolo la presenza di numerosi alberi di olivo presenti a Sirmione. L’attuale oliveto conta circa 1500 piante. Per la sua importanza storica e per le sue condizioni di degrado appariva necessario un intervento globale di recupero, volto a risanare l’ingente patrimonio arboreo e a riportarlo alle migliori condizioni vegetative, consentendo la sua tutela, la conservazione nel tempo e la ripresa della produzione di olio extra vergine di oliva. L’Aipol, l’associazione che riunisce gli olivicoltori lombardi, ha realizzato questo intervento utilizzando un contributo della Ue e dell’Italia nell’ambito del regolamento Ce 867/08. L’intervento è stato finalizzato al miglioramento dell’oliveto storico delle “Grotte di Catullo”, applicando sperimentalmente nel triennio 2010-2012 tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell’ambiente e al mantenimento del paesaggio. “L’intervento realizzato consentirà da quest’anno di produrre, dall’antico oliveto recuperato, l’olio extra vergine di oliva tracciato Aipol, della varietà Casaliva”, riferisce il presidente di Aipol Silvano Zanelli. “Permetterà, ha poi aggiunto, di conservare per i prossimi anni il paesaggio che caratterizza da secoli l’area archeologica delle Grotte di Catullo e l’estremità settentrionale della penisola di Sirmione”. Come dire: olio e territorio, un binomio indissolubile che trova nella qualità Aipol, garantita da sistema di tracciabilità Unaprol, il suo punto di equilibrio più alto.
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