sabato 12 novembre 2011

Archeologia della vite e del vino in Etruria


Il Convegno Internazionale di Studi «Archeologia della Vite e del Vino in Etruria», ospitato a Scansano (GR) nel settembre 2005, ha fatto il punto sulle prospettive della ricerca archeologica e botanica applicate alla conoscenza dell'ambiente mediterraneo della vite e della vitivinicoltura.
La prima parte del Convegno è dedicata al confronto delle diverse scuole di pensiero intorno alle ricerche archeologiche e botaniche e la loro integrazione con la biologia molecolare. La seconda parte invece riguarda più da vicino l’illustrazione dei risultati del «Progetto VINUM. Un’indagine sul riconoscimento dei genotipi della vite silvestre nel paesaggio archeologico della Toscana e del Lazio settentrionale».
Il Progetto è nato nel 2004 grazie all’impegno congiunto fra l’Associazione Nazionale Città del Vino, il Dipartimento di Archeologia e Storia delle Arti dell’Università degli Studi di Siena (Insegnamento e Laboratorio di Etruscologia e Antichità Italiche) e i Dipartimenti di Biologia (Sezione di Botanica Generale) e di Produzione Vegetale (Insegnamento di Viticoltura) dell’Università degli Studi di Milano e di Biotecnologie e Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. L’attività di ricerca, finanziata dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, dalla stessa Associazione Nazionale Città del Vino e dall’Amministrazione Provinciale di Siena, è stata condotta in stretta collaborazione con le Soprintendenze per i Beni Archeologici della Toscana e dell’Etruria Meridionale, che hanno agevolato i sopralluoghi sul campo.
«VINUM» ha messo in luce, con tecnologie avanzate e partendo dalla caratterizzazione del genoma della vite silvestre, la persistenza di questa specie nel paesaggio vegetale dell'area medio-tirrenica, a stretto contatto con i siti archeologici. La ricerca ha dato l'opportunità di osservare consistenti forme di conservazione della biodiversità della vite silvestre nell'area etrusca, alimentando una prima riflessione su un possibile rapporto con i vitigni autoctoni dell'area medio-tirrenica. Pari attenzione è stata rivolta all'avvio della vitivinicoltura in età protostorica, con i successivi sviluppi in età storica, attraverso l'analisi dei resti paleobotanici, degli utensili e della forma dei vigneti.

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