lunedì 15 agosto 2011

"Olio e olive delle Terre pontine" di Paolo Mastrantoni


Le colline della provincia di Latina sono un grande oliveto lungo cento chilometri. Da Cori a Minturno una terrazza inclinata sul mare ospita da secoli quasi 11.000 ettari di olivi. Il rapporto che lega la comunità locale a questi alberi è così stretto che va oltre l'’economia tanto da farsi cultura del territorio. Gli oliveti delle Terre pontine sono un immenso palcoscenico su cui per secoli uomini e donne hanno recitato drammi e gioie della vita contadina...

Questo volume è un viaggio tra manoscritti, libri, oliveti e frantoi in dialogo continuo con anziani livaroli integralisti e giovani passionari della qualità. Vuole essere una panoramica di quello che è stata ed è l’olivicoltura nella provincia pontina e una guida per entrare in questo mondo, una guida per capire come si fa e come si riconosce un olio di qualità. Un tempo un olio eccellente doveva essere dolce come il miele. Oggi deve essere amaro e piccante. Oltre ad un buon fruttato, ossia un buon profumo, bassa acidità e bassi perossidi, deve infatti avere un alto tenore di polifenoli (gli antiossidanti naturali che fanno bene alla salute) che gli conferiscono sentori di... amaro e piccante.
L’olio è un prodotto affascinante. Basta un po’ di pratica per scoprire un mondo di fragranze che vanno dalla mandorla al carciofo passando per le erbe aromatiche. Negli oli delle Terre pontine è facile sentire il profumo di pomodoro verde. È questa la caratteristica dell’itrana, la varietà più diffusa, quella a cui la comunità locale è più legata. Dona olio di qualità ma anche olive da mensa verdi, appena colorate e nere. La famosa oliva di Gaeta non è altro che itrana matura lavorata all’itrana. Perché una volta trasformata cambia nome? In effetti è controintuitivo ma c’è un motivo preciso a giustificare questa scelta...


Paolo Mastrantoni
"Olio e olive delle Terre pontine"
ISBN 978-88-902542-4-6
2011 - pp. 352 - euro 20,00

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