
Tutto ruota attorno a quella parolina del sottotitolo:”FELICITA’”.
Fin da piccola, Lillian, si dedica alla cucina. La mamma, presa completamente dalla lettura, passando direttamente dalla lettura delle fiabe ad alta voce, alla solitaria lettura di romanzoni. Ne è completamente assorbita: leggere diventa assillante ed invasivo della vita delle due. La piccola dapprima sviluppa un interesse per il suono delle parole. Il loro senso musicale l’affascina.. La mamma è ormai preda totale della lettura, la sua unica ragione di vita. La bimba rivuole la sua mamma, bisogna mangiare!
Mentre quella, indefessa legge, Lillian si dedica alla cucina: è sicura di recuperarla alla vita.
Allora deve usare tutta la sua capacità e sensibilità nella preparazione del cibo. Infinite sono le prove ed infiniti sono gli ingredienti usati e sperimentati per risvegliare la madre dalla sua strana letargia. Trova un valido aiuto in un’anziana messicana, Abuelita, che ha un chiosco di spezie e specialità alimentari assai curiose. Le prove si moltiplicano, la mamma mangia e legge, non si accorge neppure cosa contiene il piatto che ha davanti. Uffa! La piccola non demorde! Continua la sua ricerca di sapori che la ridestino alla vita reale. Piano, piano, qualcosa avviene. Alle volte un commento o una domanda arriva. Sono ricordi che, vaghi, si vanno risvegliando. Per essere felice devi sapere chi sei! La consapevolezza: questo è il segreto. Poi lo scoprirai negli altri. Diventata ormai grande, Lillian ha un’abilità diabolica in cucina, cosa c’è di meglio che metterla al servizio di tutti? Apre un ristorante, piccolo, grazioso ed accogliente. Non si accontenta, vuole mettere al servizio degli altri l’arte che lei ben conosce. Risvegliare, con il cibo, la felicità che ognuno ricerca! Apre una scuola di cucina, corsi serali per gruppi di quindici persone alla volta, e la cucina sarà a loro indirizzata.
Il romanzo è questo racconto, di sapori, odori, ricordi, gusti, immagini creati per ognuno degli “studenti”.
Di ognuno la Chef si prende cura e cura sentimenti e corpi, ne cura l’anima.
Ogni capitolo è dedicato ad un allievo, ne racconta la storia, le vicissitudine, le difficoltà e gli entusiasmi. Conoscenza e consapevolezza. Mangiare non solo per vivere ma per vivere meglio. Certo noi, meglio degli americani siamo abituati, niente vassoi surgelati già pronti, paninacci in piedi al bar. La scrittrice ha abitato per due anni in Italia e ciò le ha letteralmente cambiato la vita. Leggetelo e divertitevi, alla sezione “cucina” alcune delle preparazioni proposte agli allievi. Ricordatevi sempre: CONSAPEVOLEZZA! Mangerete e vivrete meglio!

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